Per gli eurofanatici i sogni sono diventati incubi. Quasi in contemporanea ci sono stati importanti ribaltoni in Spagna e in Italia. A Madrid è caduto il governo di Mariano Rajoy che aveva fatto della fedeltà alla Ue la ragione della sua esistenza. A Roma ha giurato la compagine gialloverde che certo non è molto gradita alle cancellerie europee. A fronte di eventi così importanti per il futuro dell’Europa l’unico commento che si sente è quello offensivo di Jean Claude Juncker. Il presidente della Commissione (il peggiore della storia) in evidente stato di ebbrezza (come sempre) se l’è presa con gli italiani che lavorano poco e con i meridionali che sono tutti corrotti. Poi ha corretto, come aveva fatto due giorni fa il Commissario tedesco Oettigher (“Lo spread insegnerà agli italiani come votare”). La colpa naturalmente è sempre della traduzione. C’è da chiedersi: ma perché prima gli equivoci non accadevano? La risposta è semplice: questi, chiamiamoli incidenti, prima non c’erano perché il clima era diverso. Tanta violenza verbale dimostra che nervosismo e preoccupazione ai piani alti dell’Europa sono crescenti. Gi errori che sono stati fatti hanno determinato l’impasse attuale e nessuno sa bene come uscirne.

Anche in Germania si moltiplicano e voci critiche verso l‘euro come dimostrano le affermazioni di Hans Werner Sinn professore di Economia all’università di Monaco e membro dell’Istituto economico Ifo (definito come il think tank più influente a livello governativo in Germania). L’accademico ha preparato un programma per l‘uscita del suo Paese dalla moneta unica e nessuno si è scandalizzato come accaduto in Italia per il Piano B di Paolo Savona. Scatterà nel momento in cui verranno meno le condizioni che hanno consentito ai tedeschi di lucrare enormi vantaggi rispetto al resto dell’Eurozona. Italia per prima.

Tutto questo per dire che ormai i tempi sembrano maturi per arrivare ad un dibattito sereno su futuro della moneta unica. Continuare a sostenere che va tutto bene come fanno le élite eurofanatiche significa solo che non hanno capito nulla. L’euro finora ha funzionato come Robin Hood al contrario: ha tolto ai poveri (i Paesi euro mediterranei) per dare ai ricchi (l’area Nord). Il ribaltone di oggi a Madrid e Roma seppure frutto di una contemporaneità casuale è importante. Serve adesso un gesto di generosità a parte della Germania e dei suoi alleati. Altrimenti è meglio preparare le carte del divorzio. Prima che sia la furia dei mercati a imporla con la consueta brutalità.

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