Anche la Germania è caduta nella trappola dell’euro e dei migranti. È questa la chiave per capire la crisi politica che potrebbe costare la poltrona ad Angela Merkel. La cancelliera, probabilmente non riuscirà a varare il suo quarto governo che le avrebbe consentito una longevità paragonabile solo a quella di Bismarck. Con la differenza che il cancelliere di ferro aveva costruito la Germania e fu fatto fuori dalle intemperanze dell’Imperatore Guglielmo II. Angela Merkel, invece, rischia di andare a casa per la semplice ragione che i tedeschi si sono stufati di lei e vogliono cambiare pagina.

La trappola in cui è caduta la cancelliera è costruita sulle sue incertezze. Divaga sui migranti (prima ha spalancato le porte e poi è stata costretta a chiuderle velocemente) e anche sull’euro che resta una costruzione artificiale. Non c’è nessuna garanzia che possa superare una crisi simile a quella del 2011. Ma soprattutto a erodere della sua leadership è stato l’ingresso in Parlamento della rappresentanza di Afd, la formazione dichiaratamente nazionalista che combatte le frontiere aperte e la moneta unica. Ha raccolto circa il 13% dei voti rendendo il Paese ingovernabile. Per un popolo che ha fatto della stabilità la sua essenza è una novità epocale.

Non sappiamo come finirà anche se è forte il dubbio che, a Berlino per uscire dal vicolo cieco sarà necessario il sacrificio politico della cancelliera. Il problema, però, è più ampio e riguarda tutta la Ue. Basta guardarsi intorno per capire. La Germania vive momenti di crisi politica come mai era accaduto dalla fine della guerra in avanti. La Spagna è divisa e, secondo i sondaggi, gli indipendentisti sono in vantaggio nelle prossime elezioni in Catalogna. La Gran Bretagna è addirittura uscita dalla Ue. Minaccia di farlo il Gruppo di Viesegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) cui si è avvicinata anche l’Austria dopo le ultime elezioni politiche. Alle prossime elezioni politiche italiane il Movimento Cinque Stelle potrebbe essere il primo partito italiano senza mai aver chiarito fino in fondo le sue posizioni né sull’immigrazione né tantomeno sull’euro. Infine le votazioni per le due agenzie finite al ballottaggio. L’Europa, in queste condizioni, non andrà avanti ancora per molto.

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