Già all’epoca della sua formazione il governo Conte non piaceva a mercati ed analisti, figurarsi adesso che il ministro Tria, insieme a Di Maio, Salvini e ovviamente al Presidente del Consiglio ha firmato un Documento di Programmazione Economica e Finanziaria che, invece di prevedere ulteriori tagli alla spesa pubblica, ne prevede un aumento. È una storia che si ripete: anche Trump, alla sua elezione, non piaceva, né agli analisti né ai grandi fondi. Tantomeno ai partner commerciali. Faranno un disastro dicevano.

Eppure non è andata così: Trump aveva promesso una serie di misure, tra cui il taglio delle tasse, per rilanciare l’economia e ha mantenuto la parola. La testata online “Il Post” si è dato la pena si analizzare i risultati del Presidente Usa a un anno dalla sua elezione. In ambito economico, scrive l’autore dell’articolo gli Stati Uniti dimostrano di essere  “in buona salute ormai da diversi anni: il prodotto interno lordo (Pil) è ricominciato a crescere tra il 2009 e il 2010 e da allora non si è più fermato. Il risultato positivo del 2017 – manca ancora il dato finale, che dovrebbe aggirarsi intorno al +2,5 per cento – è in linea con quello degli anni precedenti. Lo stesso vale per l’occupazione: durante il 2017 sono stati creati 1,8 milioni di posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è sceso fino al 4,1 per cento, il più basso dal dicembre del 2000. Gli Stati Uniti vengono da 85 mesi consecutivi di crescita dei posti di lavoro, la striscia positiva più lunga da quando esistono questi dati. Gli stipendi invece continuano a crescere pochissimo, nonostante la quasi piena occupazione, probabilmente perché i nuovi posti di lavoro sono soprattutto poco qualificati e quindi i datori di lavoro non hanno bisogno di offrire più soldi per trovare nuovi impiegati.”

Insomma: non solo Trump non ha fatto fallire gli Stati Uniti, ma è riuscito – cosa per niente scontata – a prolungare un ciclo economico che, poco prima della sua elezione, sembrava destinato a entrare in una fase recessiva e ad assicurare un aumento massiccio dei posti di lavoro. A nessuno è venuto il dubbio che lo stesso possa fare – con buona pace delle élite – il governo Conte che, con la manovra economica, punta a rilanciare l’economia?

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