Oggi vogliamo occuparci di una cosa di cui si sente tanto parlare ma che, come Godot, sembra non arrivare mai (e per fortuna). È la tremenda “crisi d’autunno” che in tanti, dopo il blocco imposto dal lockdown di questa primavera, avevano paventato avrebbe colpito l’economia globale e soprattutto quella del nostro Paese. Ne parla oggi, con dovizia di particolari, Enrico Verga sulle pagine web di Econopoly, rubrica ospitata dal sito del Sole 24 Ore.

“Quando l’America starnutisce in Europa arriva un monsone. Ora che gli USA hanno l’influenza cosa succederà in Europa? Il diluvio universale? Le crisi che colpiscono l’Italia sono al 90% originate dagli Usa. Quindi per capire cosa ci arriverà addosso, e quanto sarà brutto, è bene analizzare quello che sta succedendo in USA”, scrive Verga.

Dopo di che prova ad analizzare tutta una serie di fattori macroeconomici relativi alla disoccupazione negli Usa, agli effetti dello smartworking sulle attività commerciali e sul mercato immobiliare, nonché l’andamento delle Borse statunitensi. Il risultato è che lo scenario economico Usa fa già paura. “A questo scenario si deve aggiungere il mondo dei debiti legati alle case. Ai vecchi tempi si chiamavano CDO, oggi si chiamano CLO. Tutte le grandi banche sono fortemente esposte. Tuttavia una della grandi università economiche americane, la Wharton, sostiene che i CLO sono, seppur nella forma simili ai CDO, ben distanti dai loro cugini, e non causeranno crisi finanziarie – aggiunge Verga – Ma se i CLO non vi preoccupano parliamo dei CMBS (Commercial Mortgage-Backed Securities). I CMBS sono, semplificando, l’equivalente dei CDO. Sono debiti che sostengono i centri commerciali. Ad ogni modo i CMBS sono oggetto di speculazioni in questi mesi. I fondi stanno cominciando a shortare. L’ultima operazione che ho tracciato è quella di un Hedge fund all’interno del Private Equity Apollo Global Management. Hanno “attaccato” i centri commerciali, tramite il CMBX6 e si son portati a casa 100 milioni $ di guadagno. Sono i primi, difficile pensare che saranno gli ultimi.”

“Ci sarebbe molto altro da dire su altre cose brutte che colpiranno gli USA e di conseguenza noi da ottobre in poi – spiega ancora Verga –: la Cina scaricherà un po’ di bond. Da oltre 1 trilione di usd si posizionerà a 800 miliardi. Certo sempre soldi sono ma si parla di scaricare poco meno del 30%. Se questo sia una mossa tattica nell’economia delle trattative con gli usa o un progetto a lungo termine è tutto da vedere. La crisi degli agricoltori americani, i prestiti inesigibili dalla finanza predatoria USA e, conseguenza, i relativi suicidi. La Fed che sta vomitando sul mercato liquidità facile per rendere fluida la crisi, bloccandosi di fatto a tassi di interessi zero per anni. Le elezioni americane che vedono Trump sempre più a rischio (di vita?) e di un golpe militare. I Millennials di cui il 52% che sono tornati a vivere coi genitori ( a livelli mai visti dai tempi della grande depressione del 29), e quindi che non spendono in affitti di immobili, utenze etc. Il fallimento dell’industria del Fracking (Petrolio e Gas) americano con conseguenze energetiche globali. Warren Buffett, uno dei grandi ricchi che ha fatto i soldi investendo in borsa alla vecchia maniera, che sta comprando come un folle azioni di aziende che estraggono oro (lui che ha sempre detto che l’oro non serve a nulla) e che ammette che il mercato azionario è in bolla.”

“La crisi di ottobre colpirà prima gli USA, ma poi, come ogni brava crisi che si rispetti, si espanderà. Mi domando… l’Italia, le sue aziende, i suoi politici e gli Italiani tutti, sono coscienti di quello che ho riportato sopra? Ma soprattutto sono preparati a quello che arriverà – concluide Verga –? Ammetto di essere preoccupato.”

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