Venerdì 17 gennaio, una data funesta per gli scaramantici, in cui Bankitalia ha pubblicato il proprio Bollettino Economico, che offre numerosi spunti di riflessione sull’andamento dell’economia nell’ultimo trimestre del 2019 e sulle prospettive per i primi mesi del 2020. A quanto pare, infatti, i tanto vituperati conti del precedente governo, nel 2019, non erano per niente sballati. In compenso il Conte 2 rischia di lasciarci in eredità un 2020 con un deficit in salita.

Lo spiega, col solito acume, Giuseppe Liturri, sulle pagine della testata online Start Magazine, che spiega come dal Bollettino di evincano sostanzialmente due dati: il primo è che la crescita del PIL reale si dovrebbe attestare al 0,2% (il documento programmatico di bilancio ad ottobre prevedeva 0,1%, con un ultimo trimestre praticamente a crescita zero). Il secondo è che il rapporto il deficit/PIL dovrebbe essere pari a 2,2% (conferma il dato del DPB).

“La memoria non può non andare a quelle frenetiche giornate di novembre e dicembre 2018, quando un deficit/PIL del 2,4% sembrava rischiasse di condurre il Paese sull’orlo del baratro (immaginario, come quello del 2011) – commenta Liturri -. Ho già descritto in modo puntuale in altri interventi la sequenza degli eventi, anche intrecciata con la contemporanea trattativa sul Mes, che portò poi il governo italiano ad apportare una correzione al bilancio 2019 per circa €10 miliardi, riducendo il deficit/PIL al 2%, ed a rimandare alla primavera successiva la valutazione di un eventuale avvio della procedura d’infrazione da parte del Consiglio Europeo.”

L’escalation di Bruxelles, ricorda Liturri, portò a giugno 2019, il governo a varare una legge di assestamento che, senza introdurre alcuna nuovo taglio di spesa o aumento di tasse, prendeva atto delle minori spese e delle maggiori entrate già consolidatesi nel primo semestre e blindava nuovamente il deficit/PIL al 2%. Da precisare che nel primo semestre 2019, a causa del peggioramento delle previsioni di crescita del PIL, il deficit/PIL si era nuovamente riportato intorno al 2,4%.

“A consuntivo – aggiunge Liturri –, si può quindi affermare che il deficit/PIL al 2,2% del 2019 sarà lievemente inferiore a quello del 2018 e pari a quello previsto per il 2020. Siamo sempre intorno al 2,2%. 8 mesi di inutile bufera mediatica e di incertezza diffusa sui mercati hanno prodotto in effetti un risultato: fare scendere il deficit/PIL dal 2,4% della prima bozza dell’ottobre 2018 al 2,2% del preconsuntivo di venerdì scorso.”

“Ora pure Bankitalia conferma che i conti del 2019 del nostro Paese erano in ordine e, paradossalmente, si rischia pure che il 2020 faccia segnare un deficit/PIL più alto – conclude Liturri –. Ma in questo caso la Commissione tace, non avendo avversari politici da contrastare.”

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