Non sappiamo come finirà la telenovela di Barcellona. Forse si arriverà davvero all’indipendenza. Più probabile un compromesso. In ogni caso sarà la dimostrazione che, contrariamente a quanto pensano gli eurofanatici la moneta unica e le politiche di convergenza verso il modello tedesco stanno distruggendo l’Unione europea. Esattamente quello che sosteniamo da anni. L’Europa con questa geometria non favorisce l’integrazione ma la disgregazione delle piccole patrie. Oggi vale per l’indipendenza della Catalogna dopo cinque secoli di Spagna. Domani per l’uscita dall’euro.

Errato giudicare la vicenda catalana senza considerare il profondo cambiamento che sta avvenendo nel contesto europeo. Da una parte l’intensificarsi delle rivendicazione di sovranità da parte degli Stati nazionali, contro le logiche di Bruxelles. Le prossime elezioni austriache, in cui è probabile la vittoria delle forze «euroscettiche», lo dimostrano. Così come lo hanno dimostrato le recenti elezioni tedesche con l’affermazione dei nazionalisti dell’AfD.

È alla Brexit che dobbiamo attribuire la prima spinta radicale verso un recupero dell’idea di sovranità nazionale. Dall’altra parte, è avvenuto un processo apparentemente inverso. Contro la sovranità degli Stati-nazione, infatti, si sono moltiplicate le rivendicazioni di autonomia da parte delle comunità regionali e territoriali. Dopo la Catalogna, potrebbe esserci il Lombardo-Veneto che domenica vota. I danni provocati dall’euro e dalla crisi sono enormi. Le aree ricche, infatti si sono stancate di pagare per quelle più povere. La Catalogna, da sola, ha quasi la metà del Pil della Spagna. Il reddito pro-capite del Lombardo-Veneto è doppio di quello del centro-sud. Le politiche di austerità imposte dalle moneta unica hanno fatto crescere le diseguaglianze tra ricchi e poveri e fra nord e sud. I ricchi vogliono andarsene e sono loro che imporranno il cambio di passo. È sempre stato così. Il potere crea Napoleone. I morti di fame solo Masaniello. Il primo diventa Imperatore. L’altro finisce ammazzato. Ed ecco la lezione degli ultimi giorni: non solo i poveri ma anche territori e classi sociali più ricche chiedono un’Europa diversa. Barcellona ha innescatola miccia. Ora si attende l’esplosione.

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