Il Mes? All’Italia, secondo Conte, non serve. La realtà è ben altra: gli oltre 30 miliardi messi a disposizione dal Fondo Salvastati ci servirebbero come l’aria serve per respirare, soprattutto perché il denaro verrebbe prestato al Paese a tassi vantaggiosissimi. Il premier, però, non vuole che la richiesta di aiuti faccia cadere il Paese nello stigma dello Stato inaffidabile e incapace di provvedere autonomamente alle risorse necessarie a risollevarsi. Ecco perché, a partire da oggi, lo Stato emetterà un nuovo Btp Italia, a tassi sempre più elevati.

I soldi del Mes? Prima non servivano, poi sì, sono diventati indispensabili e oggetto di una vera e propria guerra diplomatica a Bruxelles affinché venissero erogati ai Paesi richiedenti senza condizioni, o quasi. Una partita durata settimane e conclusasi – stando alla narrazione del Governo – con una vittoria, dal momento che Roma avrebbe ottenuto per tutti gli Stati membri la possibilità di ottenere denaro al tasso dello 0,1%, con la sola condizione di permettere all’Europa di verificare che i soldi venissero effettivamente spesi solo ragioni legate alla sanità.

Oggi Conte ci ripensa: il Mes, dice, non ci serve. Facciamo da soli. Come mai? “Essenzialmente per due motivi – spiegava sabato scorso Claudio Tito sul quotidiano La Repubblica –: il primo riguarda la tenuta dei nostri conti pubblici e il possibile effetto sulla reputazione internazionale dei titoli di Stato italiani; il secondo la tenuta della maggioranza parlamentare che sostiene l’esecutivo. In modo specifico la compattezza del partito più numeroso alla Camera e al Senato, ossia quello grillino. Che sul Mes potrebbe rischiare una vera e propria scissione. La cui organizzazione è già in corso a Palazzo Madama. Nel “piano” del premier, dunque, l’attivazione del fondo provocherebbe in primo luogo una lesione all’immagine del Paese senza precedenti. Sostanzialmente il “marchio” che salda l’Italia alla squadra dei cosiddetti partner “Pigs” (con Portogallo, Grecia Spagna). Un’immagine da cui si era liberata dopo la crisi del 2011.”

Conte ha deciso che il Mes potrà essere attivato solo se un altro Paese, ovvero la Francia di Macron, deciderà di chiedere aiuto. Altrimenti faremo da soli. Come? Emettendo nuovo debito, a prezzi sempre più elevati. Non a caso parte oggi il collocamento del nuovo Btp Italia destinato a finanziare le spese legate al Covid-19 “che avrà una durata di cinque anni, una cedola minima dell’1,4% (ma il tasso definitivo arriverà giovedì), l’indicizzazione all’inflazione e un premio dell’8 per mille per chi conserverà questo Btp fino al 2025 – scriveva sabato scorso Nicola Saldutti sul Corsera –. Un bonus fedeltà doppio rispetto ai collocamenti precedenti. Una forma di riconoscimento per chi deciderà di investire sul Paese.”

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