È la domanda che si fanno tutti: cosa ci aspetta a settembre? Sì perché, mentre a Roma si fa un gran parlare di ripresa – il ministro dell’Economia Gualtieri ipotizza già un rimbalzo superiore alle aspettative –, sotto sotto la paura è in autunno lo shock positivo non arrivi. Tutto dipenderà da quanto il Covid continuerà a tenere i lavoratori lontani dagli uffici, dai negozi e dai ristoranti.

Il Governo Conto ha deciso di continuare ad anestetizzare l’economia a colpi di cassa integrazione e blocco ai licenziamenti fino a fine anno, ma se la ripresa non dovesse arrivare il rischio è che, alla fine la toppa sia peggio del buco. E i famosi soldi di Bruxelles, il recovery fund? Anche quello, per ora, non sembra pervenuto.

C’è chi, come Macron, ha già iniziato a scrivere per il proprio Paese, la Francia, una lunga serie di programmi di riforme da portare a Bruxelles, con l’obiettivo di tornare a casa con le tasche piene di denari per portare avanti investimenti pubblici con cui far ripartire occupazione e lavoro. E in Italia? Per ora ci sono delle ipotesi su cui il governo sembra interessato a lavorare. Anche qui qualche “indizio” viene dalle parole di Gualtieri, secondo il quale il combinato disposto di ripresa economica e fondi europei dovrebbero permetterci addirittura di immaginare una riforma del sistema fiscale.

Sarebbe una svolta per un Paese che fa ancora pagare agli imprenditori gli acconti sul fatturato che si ipotizza realizzeranno l’anno successivo a periodo di tassazione. Anche qui, però, il diavolo si nasconde nei dettagli. Più di un libero professionista si sta chiedendo se l’idea del governo di introdurre una sorta di tassazione mensile per gli imprenditori non sia uno stratagemma per provare ad anticipare il pagamento delle tasse dell’anno prossimo che – fatalmente – saranno assai più basse di quelle riscosse nel 2019, dato che la stragrande maggioranza delle imprese avrà fatturato meno causa Covid.

Insomma: grande la confusione sotto il cielo, ma la situazione non è ottima. Il Paese è prostrato psicologicamente ed economicamente dagli strascichi del lockdown. L’unica cura per l’Italia sarebbe una ripresa dell’economia. E – suggeriamo noi – una serie di riforme che contribuiscano ad alleviare il fardello fiscale per imprese e lavoratori.

Intanto auguriamo un buon rientro a tutti i nostri lettori.

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