Che il convitato di pietra sarebbe diventato sempre più invadente  era prevedibile. Che intervenisse in maniera tanto invasiva lo era meno. Invece l’Europa ha deciso di moltiplicare gli “avvisi ai naviganti” per rendere la sua presenza sempre più incombente.  Il vice presidente Valdis Dombrovskis ha preso la parola per ricordare all’Italia che deve rispettare gli impegni sia per quanto riguarda il debito sia per i migranti. Un avvertimento ai grillini per quanto riguarda il reddito di cittadinanza e ai leghisti perché non prendano decisioni sui respingimenti senza averli prima concordati con Bruxelles.  Il cappio diventa sempre più stretto. Laltro vicepresidente Jyrki Katainen dice: «Non vedo segnali che gli Stati membri vogliano cambiare le regole o concedere eccezioni sul Patto di Stabilità e Crescita», spiega di fronte all’eventualità di una “concessione” al debito italiano.

L’Unione Europea conferma di essere un’istituzione internazionale  capace soprattuttodi mettere vincoli antipatici. Così assume l’aspetto di un’entrata a gamba tesa l’intervista rilasciata a Politico dal vicepresidente della Commissione Ue, ValdisDombrovskis:”E’ chiaro che l’approccio del nuovo governo alla stabilità finanziaria deve restare immutato riducendo gradualmente il deficit e il debito pubblico”.

Il vice presidente Ue non ha anticipato il giudizio sui conti pubblici dell’Italia atteso per la prossima settimana, ma ha spiegato che le raccomandazioni si concentreranno sulle “questioni di bilancio”. L’Italia, ha spiegato Dombrovskis, “ha il secondo debito pubblico” della zona euro, per questo “è molto chiaro che in questa fase di crescita economica deve metterlo in discesa”.

Il convitato di pietra ha lanciato i suoi  avvisi ai naviganti che, visti i toni minacciosi,  sarebbe meglio definire “pizzini”. Il contenuto non lascia dubbi: l’Italia è un paese a sovranità limitata.  Deve pensare  a ridurre il debito. Quindi inutile perdere tempo con flat tax, reddito di cittadinanza e a tutte le altre scelte di politica economica giudicate eversive.  Le regole vengono dettate a Bruxelles. Di fronte a questi ordini  le alternative non sono molte: obbedire e condannarsi al declino. Oppure studiare al piano B fuori dall’Euro.

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