Euro e migranti sfalderanno l’Europa. La previsione non è di Matteo Salvini ma di grandi intellettuali e premi Nobel andati incontro ad uno strano destino. Fino a quando la pensavano come le élites eurofanatiche erano considerati maestri. Ora invece suscitano indignazione. Nessuno li invita più nei salotti che contano. Il silenzio su di loro e sulle loro idee è la condanna definitiva. Come Niall Ferguson, uno dei più importanti storici viventi che sulle colonne del “Sunday Times” scrive che l’Europa è destinata a sciogliersi come un ghiacciolo abbandonato sulla spiaggia, a liquefarsi come una fetta di torta gelato dimenticata sul tavolo. Non sono parole che si possono gettare nel cassonetto della differenziata con la smorfia radical chic.

«Centodieci anni fa l’ inglese Israel Zangwill celebrò gli Stati Uniti come un crogiolo gigante nel quale si fondevano celti e latini, slavi e tedeschi, greci e siriani, neri e gialli, ebrei e gentili, per formare un unico grande popolo», scrive Ferguson prima di arrivare al dunque: «In Europa l’afflusso dei migranti sta avendo l’ effetto opposto. Le migrazioni saranno il solvente che farà sciogliere l’Unione europea e la Brexit è stata solo il primo sintomo della crisi». Ferguson non è nato a Pontida, non vota Lega, non ha chiesto il reddito di cittadinanza e probabilmente non ha mai visto Beppe Grillo, ma parla da studioso e guarda caso sottolinea ciò che una maggioranza definita di «barbari gialloverdi» sta provando a ripetere tra i fischi dell’establishment col broncio. Sottolinea lo scollamento fra il potere dei governi e le paure dell’uomo qualunque costretto a subire progetti di integrazione così forzati da trasformarsi progetti di disintegrazione.

È curioso che le parole di Ferguson in Italia siano state archiviate come spazzatura. Come accadde a Paul Krugman, premio Nobel celebrato dalle folle progressiste fino a quando non ha avuto l’ ardire di scrivere che «il debito pubblico non deve essere un dogma». Oppure a Joseph Stiglitz, altro Nobel, quando sostiene che «l’ euro è un esperimento andato male». Krugman, Stiglitz, Ferguson fino a ieri considerati giganti che improvvisamente diventano nani, vengono lasciati sul ballatoio e non hanno diritto di parola perché dicono cose non più radical chic.

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