Finalmente l’Italia si fa sentire a Bruxelles. Nella notte è stato raggiunto un accordo sui migranti che il premier Conte ha definito molto soddisfacente. Ora si tratta di combattere la seconda battaglia. Ancora più importante. Riguarda, infatti,la nuova governance economica dell’Euro. Una partita molto più complicata visto che Germania e Francia puntano a commissariare l’Italia attraverso la trasformazione del fondo salva stati (Esm) in un Fondo Monetario Europeo. La piattaforma comune messa a punto da Angela Merkel e da EmmanuelMacron ha già  suscitato più perplessità che entusiasmo, nei Paesi del Nord, refrattari a qualsiasi condivisione di risorse e debiti con gli scansafatiche del Sud. Le proposte  riflettono una doppia preoccupazione: Macron vuole una maggiore condivisone dei rischi nell’ Eurozona, mentre Merkel insiste sulla vecchia ricetta della disciplina fiscale. E così emerso un compromesso per cui Berlino ha detto sì ad un bilancio dell’ Eurozona ma con contenuti ed importi da definire per giunta sottoposti al veto della Germania, visto che le erogazioni richiedono il benestare dell’ 80 per cento dei Paesi membri. In questo contesto si inserisce  la modifica del Meccanismo Europeo di Stabilità in un Fondo Monetario Europeo che potrebbe erogare linee di credito agli Stati in difficoltà. Giuseppe Conte ha già anticipato il veto italiano. Il Fondo Monetario con ampi poteri di monitoraggio sui conti pubblici nazionali finirebbe per «costringere alcuni paesi verso percorsi di ristrutturazione predefiniti, con sostanziale esautorazione del potere di elaborare, in autonomia, politiche economiche efficaci». Anche perché si fa riferimento alla proposta «di introdurre maggiore trasparenza nell’ analisi di sostenibilità del debito». Una formula ambigua che offre spazio a valutazioni soggettive. C’ è il rischio, insomma, di una rilevante perdita di sovranità nell’ elaborazione della politica economica a vantaggio di una riedizione della Troika. Una strada che l’Italia non vuole nemmeno prendere in considerazione. Dopo quello che è successo sui migranti è sperabile che il nostro governo non accetti altri ordini.

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