Ciò che riesce meglio alle nostre élite euro fanatiche è la leccata al potente di turno o a quello che reputiamo sia diventato tale. L’ultimo a giovarsene è Macron, un giovane che fino al momento della sua incoronazione pochi (o nessuno) conoscevano. È bastato che il ragazzo fosse dato in vantaggio sulla povera Le Pen nel ballottaggio per spremere le ghiandole salivari dell’estabishment. Uno spettacolo disgustoso e divertente al tempo stesso. I commenti entusiastici per l’ingresso all’Eliseo di Emmanuel non si contano: non c’è giornale (o televisione) nazionale che non si sia abbandonato a elogi sperticati del vincitore contro la fascista e sovranista Marine Le Pen. Il marito di Brigitte, che ha il merito di averlo sedotto quando aveva appena smesso i calzoni corti viene già dipinto quale fenomeno di irraggiungibile abilità. È bello, aitante, intelligente, geniale e pertanto salverà non soltanto la Francia, ma anche l’Europa. Ed è proprio questo che preoccupa. Uno che ha nei suoi piani il rafforzamento della moneta unica, della Ue e del Quarto Reich, uno che è portato in palmo di mano dai finanzieri, dai banchieri, dalla Merkel e da tutti i politici italiani (progressisti e semiprogressisti) fa paura. Ci rifilerà delle fregature togliendoci dalle tasche gli ultimi spiccioli. Dicono che Renzi si sia innamorato di lui dopo essersi innamorato di Obama. Si vede che ha la cotta facile. Bisogna ammettere che il vizio di lasciarsi ammaliare è diffuso da noi. Come dimenticare le attenzioni riservate a Mario Monti quando si impadronì di Palazzo Chigi? Venne addirittura idolatrato per tutto quello che dice e faceva. A cominciare dal famoso loden. Sorvoliamo su altre sviolinate per dimostrare che il professore era un dio. La realtà successiva ha dimostrato che non aveva capito nulla. Ma c’è voluto del tempo. Il posto al governo fu successivamente occupato da Letta il nipote. Altro bagno di saliva. L’esperienza di Letta fu breve quanto un sospiro, ma la quantità di acquolina elargita dalla stampa per narrarla non si dimentica. Un ettolitro? Forse di più. Non paghi di essersi disidratati a favore dei leader nazionali che professavano la fede nell’Europa sono rivolti all’estero. Ora tocca a Macron. È il trionfo dell’esterofilia. Ma anche del servilismo eurofanatico.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail