E tre. Dopo Volkswagen e Deutsche Bank è spuntato anche lo scandalo dei Mondiali del 2006, una manifestazione di cui i tedeschi avrebbero ottenuto l’organizzazione corrompendo la giuria; agli atti risulta un versamento di 6,7 milioni di euro della federazione calcistica tedesca alla Fifa, senza una motivazione ragionevole.

Ovviamente il calcio tedesco respinge ogni accusa spiegando che si trattava del finanziamento ad un programma culturale: peccato che il progetto non abbia mai visto la luce. Qualcuno arriva addirittura a fantasticare sul fatto che Berlino utilizzò anche una fornitura miliare super-scontata per ottenere il voto dell’Arabia Saudita e dei Paesi vassalli; l’indagine farà il suo corso e a noi italiani resta la soddisfazione della semifinale del 4 luglio, quando trionfammo sui padroni di casa con due gol di Grosso e Del Piero.

La domanda che poniamo però è un’altra: che cosa sarebbe accaduto se, invece della Volkswagen, ci fosse stata la FCA? Oppure, se al posto di Deutsche ci fosse stato uno dei nostri colossi del credito?

Per non menzionare i continui scandali che si abbattono sul calcio italiano. Siamo più disonesti noi o gli altri sono solo più bravi a coprire gli imbrogli? Certo è significativo che, una volta tanto, lo scandalo sia scoppiato per una denuncia venuta dall’interno: a far emergere il problema dei Mondiali è stato “Der Spiegel”, mentre per Volkswagen erano state le autorità USA e per Deutsche Bank il coordinamento fra diverse Consob europee. E allora ci chiediamo: con quale autorità morale la Germania può continuare a dettare le sue regole di austerità al resto d’Europa? Perché il problema non è il Governo Merkel, che probabilmente è davvero estraneo a questi imbrogli; il problema sono i comportamenti del sistema imprenditoriale, visto che anche il Mondiale è un grande business. La Germania è stato il Paese che, più di tutti, ha tratto giovamento dalla costruzione dell’euro, i tedeschi si stanno arricchendo più di tutti gli altri. Vista la mancanza di scrupoli dimostrata in altre occasioni, come non convincersi che l’euro attuale, voluto su misura della Germania, sia un imbroglio?

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