La vicenda dell’Ema è certamente marginale nella grande partita sul futuro dell’Italia in Europa. E’ solo una medaglietta da appuntare sul petto. Nulla di più. Tuttavia la dinamica con cui l’Agenzia del Farmaco è stata sottratta a Milano (gran favorita della vigilia) e assegnata a sorpresa ad Amsterdam è indicativa dello scarso peso specifico dell’Italia a Bruxelles. Siamo considerati un partner di serie B dalla Germania e dai suoi alleati del Nord. Neanche i soci del club Mediterranée a cominciare dalla Spagna ci amano troppo. Fonti di Madrid, a mezza bocca, spiegano che il presidente Rajoy avrebbe gradito dall’Italia maggiore solidarietà durante la crisi catalana. Da qui il grande freddo. In realtà la Spagna è da anni allineata sulle posizioni di Berlino.

Sul Corriere della Sera sono venute alcune precisazioni sulle procedure di voto. A cominciare dal fatto che le schede sono state bruciate subito dopo il voto. Lo spoglio non è stato pubblico essendosi svolto in una sala separata alla presenza di tre arbitri: Jeppe Tranholm-Mikkelsen, capo della burocrazia , danese, Alexander Italianer, olandese, e Huber Legal, francese. Per una istituzione che si considera la casa di vetro di tutti i cittadini tratta di procedure certamente poco trasparenti.

Fino a qui la situazione era rimediabile perché Milano ha perso al sorteggio. Quello che viene fuori dalle informazioni del Corriere è un sospetto che investe anche il ballottaggio.. Risulta infatti che non ci sia stato nessun controllo sulle modalità di estrazione. Accuse davvero gravi che fanno temere un gran biscottone ai danni dell’Italia. I dubbi diventano ancora più circostanziati aggiungendo altri due elementi che gettano un’ombra veramente pesante sulla regolarità di tutta partita. Innanzitutto la fretta con cui i tre scrutatori avevano chiuso la pratica il sorteggio assegnando la vittoria ad Amsterdam. Inoltre L’arbitro olandese Alexander Italianer e quello danese Jeppe Tranholm-Mikkelsen avevano già concordato di tenere segreta la parte del dossier riguardante il fatto che la capitale olandese non sarebbe stata pronta per il 2019. Ora che l’Italia ha fatto ricorso chiedendo che l’assegnazione venga annullata. E a chi toccherà decidere? Incredibile a dirsi ma toccherà ad Alexander Italianer che, ben difficilmente tornerà indietro. Un po’ perché olandese e un po’ perché dovrebbe confessare gli errori e forse qualche irregolarità. Come si vede gli incroci fra interessi e potere per superare la legalità (altrimenti chiamate mafie) non cuociono solo in salsa italiana.

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