Perché un’Europa Diversa? Perché non vogliamo che a governarla ci siano uomini politici come Emmanuel Macron. L’idolo degli eurofanatici di casa nostra si è dimostrato per quello che su questo blog avevamo descritto fin da primo momento. Un piccolo Bonaparte che ha in testa solo gli interessi nazionali della Francia. Sarebbe veramente un gesto di onestà intellettuale se tutti gli applausi di quei giorni di marcia si mettessero in fila per chiedere scusa. Avevano accolto il nuovo presidente francese. Questo blog è stato fra i pochi, fin dal primo momento a sostenere che la cerimonia dell’incoronazione con le note dell’Inno alla Gioia (colonna sonora della Ue) prima della Marsigliese era semplicemente una farsa. Il teatro è durato pochi mesi poi si è visto che nella sua testa c’è solo la Francia. Impostazione condivisibile. Nessuno, però, parli più di Europa Unita. Come unico riferimento di Macron nella Ue c’è la Germania di Angela Merkel. In politica estera guarda agli Stati Uniti di Donald Trump con una rotta filoatlantica che non appartiene alla tradizione dei governi di Parigi. Per ora, però va bene così perché, per quanto possa apparire paradossale, in questo momento sono gli Usa aver bisogno di uscire dall’isolamento. Il copione recitato da Macron è quello che questo blog aveva descritto fin dal primo momento.

In meno di due mesi il presidente francese ha assestato all’Italia ben tre calcioni: ha chiuso i porti all’immigrazione, vuole impedire a Fincantieri l’acquisizione della concorrente Stx a Saint Nazaire e infine cerca di impadronirsi del petrolio libico. Il governo italiano non è stato in grado di rispondere: sull’immigrazione continuiamo a prendere schiaffoni in Europa, sui cantieri è forte il rischio che Fincantieri debba davvero desistere e sulla Libia si dimostra che non abbiamo strategia. Macron ha fatto in poche ore quello che i nostri governi cerano di fare da anni. Cioè riportare la pace fra le tribù di quel disgraziato Paese. Fra l’altro va ricordato che la Libia è stata destabilizzata dai bombardamenti contro Gheddafi scatenati da Nicolas Sarkozy, un altro presidente francese con ambizioni imperiali. La caduta del vecchio dittatore ha fatto saltare il tappo dei clandestini. Quanto basta per invocare a gran voce un’Europa diversa. Questa che abbiamo proprio non ci piace

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