La crisi del debito che ha sconvolto l’Europa e portato al “salvataggio della Grecia” e al commissariamento dell’Italia attraverso il governo Monti? Una bufala che è servita alla Germania e anche alla Francia per far ingoiare ai popoli europei della periferia una cura a base di cianuro per salvare il proprio sistema bancario. A sollevare il velo della menzogna ci ha pensato, a fine maggio, l’economista Vladimiro Giacché che, a fine aprile, è stato ospitato a un convegno organizzato dalla Camera del Lavoro di Reggio Emilia, dal titolo “Cosa è successo da Maastricht in poi?”.

La teoria di Giacché è semplice: dopo il trattato di Maastricht, lo squilibrio tra le bilance commerciali dei membri dell’Unione aumenta. Alcuni Paesi (come la Germania) incrementano le esportazioni verso i partner europei, altri (come l’Italia) accumulano un disavanzo nella bilancia dei pagamenti. Questo fenomeno inizialmente non si nota, perché è “nascosto” da un forte afflusso di capitali dal centro dell’Europa (Francia e Germania), verso la periferia. La Germania – ma non solo – “ricicla” il surplus commerciale prestando denaro alla periferia perché questa possa continuare a importare prodotti tedeschi. Il gioco funziona per un po’, finché lo squilibrio diventa troppo grande: i flussi di denaro si interrompono tra il 2008 e il 2009, quando le banche del sistema bancario europeo rischiano di fallire.

L’Europa salva le banche di tutti i Paesi del centro d’Europa (tranne quelle italiane) con 5 miliardi di Euro di interventi pubblici e con una grande bufala: si inizia a parlare di “crisi del debito pubblico”. In realtà la crisi è una crisi del debito privato che viene risolta attraverso politiche di austerità puntate non a ridurre il debito pubblico dei Paesi della periferia, quanto la loro domanda interna. Secondo Giacché la soluzione europea è dare “una bastonata in testa ai lavoratori, riducendo il salario indiretto, i servizi sociali e quello indiretto, le pensioni.” L’obiettivo era insomma, in Grecia così come in Italia, deprimere la domanda interna e, quindi, le importazioni. Insomma: l’Europa ha consapevolmente creato povertà. Che crescita possiamo aspettarci per il futuro, di fronte a politici che ragionano in modo così cinico e spietato?

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