Sempre più complicata la partita per le banche venete. L’incapacità e i comportamenti immorali di Gianni Zonin, presidente per venticinque anni della Banca Popolare di Vicenza e di Vincenzo Consoli gran capo di Veneto Banca rischiano di diventare bombe atomiche sul futuro. Attraverso i varchi aperti dalle due banche del Nord Est si sta infilando il capitale internazionale, soprattutto tedesco, interessato a indebolire l’Italia e rilevare a poco prezzo le aziende più interessanti. La replica, in misura esponenziale, del copione già visto con gli aeroporti e i telefoni in Grecia. Allarmismo? Basta mettere insieme un po’ di elementi per capire. Il fallimento di Veneto Banca e Popolare Vicenza, provocato dall’incapacità e dalla malafede di dirigenti e consiglieri d’amministrazione del passato, metterebbe in crisi non solo il risparmio ma anche la parte più produttiva del Paese. Lo ha ricordato in una intervista al Corriere della Sera l’amministratore delegato Fabrizio Viola rendendo noto che le due banche hanno impieghi sul territorio per trenta miliardi. In caso di default dovrebbero richiamarli creando non pochi problemi alle imprese. A questi elementi si aggiungono altri fatti come l’offensiva attribuita ad Angela Merkel per ottenere la nomina del super-falco Jens Weidmann, attuale presidente della Bundesbank, al posto di Draghi. A questi fatti noti si sommano elementi conosciuti. La fiducia nei confronti dell’Italia, con l’avvicinarsi delle elezioni, scende a vista d’occhio. Manca una controparte affidabile. Padoan vuole tornare all’Ocse. Possibilmente come segretario generale al posto di Angel Gurria in carica da undici anni. Certo bisogna andarci leggeri con il credito perché si tocca dinamite. Le due banche venete possono diventare la Caporetto (e non solo per consonanza localistica) dell’economia nazionale Le cavie utilizzate a Bruxelles e a Francoforte per dimostrare che le regole vanno rispettate. L’effetto collaterale sarebbe l’invasione straniera dal varco del Nord Est. A ottobre sono cento anni da Caporetto. Allora ad aprire le porte fu il silenzio delle artiglierie al comando di Badoglio. Oggi l’infedeltà di banchieri un tempo omaggiati e riveriti.

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