Qualche giorno fa i grandi quotidiani hanno lanciato sulle prime pagine la notizia della conclusione, positiva, del piano di salvataggio della Grecia. Gli euro-entusiasti si sono scambiati – a mezzo stampa – grandi pacche sulle spalle ripetendo: “Abbiamo salvato l’Euro”. A posto così? Manco per sogno, la verità è un’altra: il salvataggio dell’Unione ha letteralmente ucciso la nazione ellenica.

Il piano salva-Grecia non è stato disegnato per aiutare effettivamente il Paese. Serviva solo per comprare tempo – a spese di tutti i membri della UE – per permettere alle banche tedesche – esposte verso il debito greco – di liberarsi dei titoli di Stato di Atene, o quantomeno, per recuperare una parte del loro valore.

La cura da cavallo imposta ad Atene ha funzionato come i salassi che venivano prescritti a malati già deboli, finendo per ucciderli. Come racconta l’agenzia Sputnik Italia, dall’inizio del piano salva-Grecia, il Paese ha perso mezzo milione di abitanti. La mortalità è cresciuta: un greco su 4 oggi non ha accesso a cure mediche per lo smantellamento del sistema sanitario pubblico e la mancanza di denaro per le terapie. Il tasso di suicidi è cresciuto del 35,7 per cento. Quattro bambini su 10 vivono in povertà.

La disoccupazione, che registrava un tasso del 10 per cento prima del governo Troika-Tsipras, si trova ora al 20 per cento. Solo il 35 per cento della popolazione è attiva, l’età media di chi lavora è salita per l’emigrazione massiccia dei giovani. Lo stipendio medio di un dipendente del settore privato non supera i 500 euro e le pensioni sono state tagliate ben 13 volte. Il 35,6 per cento dei greci è oltre la soglia della povertà. Il debito pubblico era attorno al 100 per cento del PIL, adesso sfiora il 190, molti vivono di carità privata.

Se questi sono gli aiuti che propone l’Unione, dobbiamo sperare che la Troika non abbia mai l’opportunità di mettere le mani sul nostro Paese. Non che non ci abbiamo provato, in passato: l’ultimo tentativo, solo pochi giorni fa, quando Merkel e Macron – a Bruxelles – hanno cercato di commissariare l’Italia attraverso la proposta (rigettata dal premier Conte) di trasformazione del fondo salva stati (Esm) in un Fondo Monetario Europeo.

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