Gli appuntamenti europei di questi giorni stanno facendo emergere la reale condizione in cui si trova l’Europa. Risulta sempre più chiaro che si tratta di un condominio e non di una democrazia visto che si vota  per millesimi e in proporzione al censo. Ma è anche un condominio particolare perché nessuno può vendere la propria casa e quando si resta indietro con le rate  si è costretti a rimanerci senza luce e riscaldamento ma continuando a pagare le spese.

Le regole dovrebbero valere per tutti, ma non è così.  La Germania è lo Stato europeo con il più alto numero di infrazioni aperte con l’Europa per non avere adeguato la propria legislazione a quella comune, ma nessuno si occupa di metterla in riga. Meglio prendersela con Italia, Grecia o Spagna.

La violazione continua delle regole europee da parte tedesca, con un surplus commerciale fuori da ogni regola e buon senso, è la causa ultima del fallimento dell’Europa perché impoverisce i soci, a cominciare dall’Itali che mantiene un forte apparato industriale. La Germania vuole a ottenere il massimo dall’euro senza pagare il conto. Ma senza condivisione e senza solidarietà prima o poi finirà tutto. L’euro esploderà.  Né la soluzione per salvarlo non può essere quella greca, con il debitore cui viene tagliata la mano. Così com’è questo condominio  sembra una prigione o un manicomio, da cui non si può nemmeno uscire. E se dopo vent’anni siamo ancora alle copertine dei giornali che descrivono i tedeschi laboriosi e gli italiani lazzaroni bisogna cominciare a farsi tante domande. Soprattutto sull’atteggiamento della Germania  che starà in Europa fino a quando troverà convenienza  sapendo benissimo che la casa comune è destinata a crollare. Ma se così stanno le cose non sarebbe meglio prenderne atto e dedicare le grandi riunioni di Bruxelles alle procedure di divorzio anziché improbabili rafforzamenti dell’Unione? Qualcuno ci dovrà, poi, spiegare come mai un popolo di lazzaroni patentati sia riuscito a uscire da una situazione di povertà diffusa in una generazione, dopo aver perso la guerra e senza risorse naturali. Perché si continuano a propinare narrazioni che fanno a pugni con l’evidenza. A chi giova?

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