Ieri – con l’arrivo della bocciatura UE alla manovra finanziaria Italiana – sono successe due cose, anzi tre. Prima di tutto la Borsa ha chiuso in crescita, lo spread ha ripiegato mentre la vendita di Btp Italia è andata malissimo. Com’è possibile che – a fronte della bocciatura della legge di bilancio – i listini di uno Stato crescano? È una bella domanda, che merita di essere approfondita.

Ricapitoliamo: ieri Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta con rialzi superiori al punto percentuale. La Commissione Europea ha pubblicato il parere definitivo sui Documenti Programmatici di Bilancio dei Paesi membri e, come nelle attese, ha bocciato la Legge di Bilancio per il 2019 elaborata dal governo. Nel frattempo è terminato il collocamento pubblico della quattordicesima tranche del Btp Italia: nelle tre giornate la richiesta di titoli è stata pari a poco meno di 900 milioni di Euro. Poco, visto che il Tesoro aveva fissato come target di raccolta (compresa quella si sta svolgendo ancora oggi con gli investitori istituzionali) 7 – 9 miliardi di euro. Andrà bene se riuscirà a portare a casa un miliardo.

Per finire il listino FTSEMib ha guadagnato l’1,41% a 18.732 punti, il FTSE Italia All Share ha registrato un rialzo dell’1,24%. Su 381 titoli trattati, 204 hanno registrato una performance positiva, mentre i segni meno sono stati 148. Insomma, la Borsa di Milano, e più in generale quelle europee hanno festeggiato. Cosa hanno festeggiato? Ovviamente la bocciatura dell’Italia, che ha avuto addirittura ripercussioni sullo spread, in discesa, contro ogni aspettativa. Come sa più di un operatore, l’aspettativa dei mercati è che la batosta targata Moscovici e Junker possa indebolire il governo gialloverde e portare l’Italia a più miti consigli e/o a nuove elezioni. Insomma: i burocrati di Bruxelles usano la finanza e la finanza usa la burocrazia europea. Una strategia totalmente immorale.

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