La Germania – che negli ultimi dieci anni non ha dovuto fare tagli alla sanità e nemmeno assicurare avanzi di bilancio per ridurre il debito pubblico – ha deciso di portarsi avanti e di attivare un piano Marshall tedesco per salvaguardare la propria economia dall’impatto del Covid-19. Come? Con una manovra – in deficit – che farà piovere sul sistema produttivo di Berlino un fiume da quasi 160 miliardi di Euro. Mentre l’Italia fa fatica a mettere insieme 25 miliardi per cercare di rabberciare le crepe che stanno minando l’economia del Paese.

“Berlino è pronta a spendere almeno 156 miliardi in più per contrastare la crisi da coronavirus – scriveva domenica Tonia Mastrobuoni su quotidiano La Repubblica –. E secondo indiscrezioni, il piano complessivo potrebbe costare fino a 356 miliardi. In altre parole, la Germania è pronta a sforare il deficit 2020 almeno del 4% ma potrebbe arrivare al 10% del Pil. Le cifre sono ancora ballerine: l’ unica notizia confermata dal ministro è la manovra aggiuntiva da 156 miliardi.”

Tra le misure previste, secondo quanto riferito alla giornalista da quella che lei stessa definisce “una fonte autorevole”, potrebbero esserci un “corona-congedo” e un sussidio di disoccupazione esteso agli autonomi. In particolare, dei 156 miliardi che il ministro delle Finanze Scholz aggiungerà subito alla finanziaria per l’ anno in corso, circa 50 miliardi serviranno a dare sussidi alle aziende in difficoltà. Gli altri 100 serviranno a finanziare l’ orario ridotto e un “corona- congedo”, cioè un congedo parentale al 67% dello stipendio. L’ Hartz IV, il classico sostegno ai disoccupati, sarà esteso ai lavoratori autonomi e verrà dato senza verifica del patrimonio. Un’altra fetta dei 156 miliardi sarà assorbita dai mancati introiti fiscali.

“Ci sarebbero poi – scrive ancora Mastrobuoni –, secondo il Finanicial Time , altri 100 miliardi che servirebbero, attraverso il Fondo di stabilizzazione Wsf, a comprare quote di aziende in difficoltà come Lufthansa e Condor ma anche medie imprese, ad esempio del settore automobilistico, che il governo è pronto a nazionalizzare, in parte o del tutto. Altri 400 miliardi di garanzie concesse dal Tesoro tedesco al Wsf copriranno i debiti delle imprese travolte dalla crisi.”

Insomma: la Germania, che negli ultimi 10 anni ha prosperato sull’impianto europeo, adesso che la situazione si aggrava, può permettersi di fare debito e inondare di denaro e risorse l’economia per evitare che il Paese affondi sotto il peso del virus. Alla fine, nel condominio europeo, vale una sola regola: “chi ha dato, ha dato. E chi ha avuto, ha avuto”. Con buona pace della famosa solidarietà europea.

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