I mercati trattano l’Italia come se nulla, nei prossimi mesi, dovesse cambiare. Peccato che si sbaglino di grosso.

Il governo italiano, lunedì scorso, dopo l’avvio della procedura di infrazione dell’Unione nei confronti dell’Italia ha annunciato un’apertura nei confronti delle richieste di Bruxelles. L’idea è quella di limare un po’ le spese previste nella manovra finanziaria, rimandando di qualche mese l’introduzione delle riforme più costose. Manco a dirlo, la Borsa ha subito festeggiato: uno dei listini principali di Milano, l’indice FTSE Mib, ha registrato un rialzo di quasi il 3%.

Il ragionamento di lor signori, ovvero i grandi fondi istituzionali e speculatori vari, è il seguente: nel braccio di ferro con l’Europa l’Italietta ha perso. Le manovre di Bruxelles hanno indebolito il governo gialloverde, che ora rimanda i cavalli di battaglia del proprio programma, dal momento che i soldi per avviare la macchina della manovra espansiva non ci sono. Si torna all’austerità imposta dai precedenti governi, sotto la supervisione di Bruxelles e buona notte al secchio. Magari il Paese avvizzirà lentamente, ma ne frattempo ci assicuriamo la stabilità e possiamo investire in attività finanziarie targate made in Italy. Tant’è vero che lo spread, lunedì, è subito sceso sotto quota 300. Mai successo da un mese a questa parte.

I mercati, così facendo, dimostrano di non essere capaci programmare a lungo termine. Un investitore lungimirante avrebbe applaudito a una manovra espansiva, pensata per far ripartire i consumi. Invece no: oggi chi investe vuole stabilità a tutti i costi. Meglio se si segue il modello Germania, fatto di austerity in casa ed esportazioni all’esterno. La seconda: gli investitori credono che le forze che hanno guidato l’Europa continueranno a farlo in continuità col modello che ha retto l’Unione nel corso dell’ultimo quarto di secolo.

Si sono resi conto lor signori della batosta che rischia di travolgere Macron e compagni da questa primavera in avanti? E se anche nel vecchio continente dovesse affermarsi il modello Trump? Cosa farebbero i mercati? Sarebbero costretti ad adeguarsi a un vento nuovo, fatto di misure espansive e addio all’austerity.

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