La “pace fiscale” è un provvedimento intelligente ma non basta: se questo governo vuole davvero dare un segnale di svolta, deve intervenire per mettere uno stop alla “caccia ai soldi” inaugurata da Monti e soci.

Stando a quanto è filtrato nelle ultime settimane da fonti vicine al Governo, a Roma starebbero pensando a un provvedimento per mettere in condizione tutti quelli che, ad oggi, hanno debiti o pendenze verso l’Agenzia delle Entrate, di mettersi in pari, pagando una percentuale di quanto dovuto al fisco. Per chi aderirà sembra che saranno previste tre diverse aliquote di pagamento, pari al 25%, al 10% e al 6%, applicate in base al reddito. I soggetti ammessi alla pace fiscale potrebbero essere tutti i contribuenti con debiti fino a 200.000 euro.

Non si tratta di un condono, quanto di un tentativo del Governo di chiudere il maggior numero di contenziosi tra Agenzia delle Entrate e contribuenti prima di introdurre il nuovo regime fiscale che dovrebbe prevedere la flat tax. La misura – in questo senso – serve anche a reperire le risorse necessarie a garantire la “copertura” alla nuova aliquota Irpef “piatta”. Di quanto parliamo? Secondo l’Osservatorio sui conti pubblici italiani i crediti potenzialmente riscuotibili dallo Stato ammontano a circa 51 miliardi di Euro.

L’idea è buona: fare tabula rasa prima di ricostruire. C’è però un punto debole, come ha spiegato lunedì sera nel corso del programma Quarta Repubblica, l’ex sottosegretario (e commercialista) Enrico Zanetti: bisognerebbe cancellare la norma secondo cui ogni Euro riscosso dall’Agenzia delle Entrate attraverso capziose contestazioni a contribuenti in buona fede (che magari hanno presentato una contestazione non corretta per pochi Euro) vale quanto recuperato da furbetti che hanno sempre tentato di restare ignoti al fisco.

Se infatti le cose non cambiano, l’Agenzia continuerà a cercare di raggiungere i propri obiettivi di raccolta, proseguendo a vessare i soliti (onesti) noti che sono facili da raggiungere e “spremere”, senza mai concentrarsi su quelle imprese e su quegli imprenditori che nascondono milioni di Euro in barba a chi, invece, le tasse le ha sempre pagate e magari, una volta in trent’anni, ha sbagliato, per pochi spiccioli, a versare l’Iva trimestrale.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail