La pandemia ha impoverito molte centinaia di milioni di persone ma, allo stesso tempo, ha fatto di molto arricchire alcune centinaia di «paperoni» già super ricchi: lo racconta, con dovizia di particolari, un’analisi di Mario Lettieri e Paolo Raimondi pubblicata sulle pagine del quotidiano di Italia Oggi e ripresa dalla testata online Start Magazine.

“Secondo lo studio «Riding the storm» (Cavalcando la tempesta) recentemente pubblicato dalla banca svizzera Ubs insieme a Price Waterhouse Coopers, il «consulente contabile» delle grandi multinazionali, la ricchezza di 2.189 persone più ricche al mondo è aumentata dagli 8.000 miliardi di dollari dell’inizio di aprile ai 10.200 miliardi di luglio – scrivono Lettieri e Raimondi –. In meno di quattro mesi, e nel mezzo dello stravolgimento economico, sociale e sanitaria più grande della storia umana se non si contano le due guerre mondiali, la loro ricchezza è cresciuta di oltre un quarto! Sbalorditivo e allucinante.”

È da notare che il rapporto ha evidenziato che la ricchezza succitata era alla fine del 2017 di 8.900 miliardi di dollari e aveva subito una riduzione significativa nel 2019 e soprattutto nei primi mesi del 2020. Poi la «giostra» è ripartita alla grande a seguito dell’inondazione di liquidità da parte delle banche centrali e dei governi, aggiungono Lettieri e Raimondi. Tra questi plurimiliardari primeggiano quelli dei settori delle nuove tecnologie, con un aumento medio del 42,5%, della sanità, con un aumento del 50,3%, dell’informatica e, naturalmente, della vendita online. Geograficamente, in Cina la loro ricchezza è aumentata del 1.146%, in Francia del 439% e negli Usa del 170%.

“È contemporaneamente rilevante, invece, notare che le azioni delle quattro maggiori banche americane, la JP Morgan Chase, la Bank of America, la Citigroup e la Wells Fargo, sarebbero del 20-50% sotto i livelli di 12 mesi fa – proseguono Lettieri e Raimondi –. Ciò rivela un grave problema di tenuta del sistema bancario, nonostante che le borse più importanti siano state, molto artificialmente, mantenute ai livelli più alti di capitalizzazione.”

“Ovviamente sono i più deboli ed esposti a farne le spese: le decine di milioni di persone che hanno perso il lavoro e le numerosissime pmi a rischio fallimento nei Paesi cosiddetti avanzati. Per non dire dei numerosi Paesi poveri e delle economie emergenti che sono davanti al collasso e alla bancarotta – concludono gli autori –. L’aumento della ricchezza di pochi si scontra inevitabilmente con la crescita esponenziale della povertà nel mondo. La Banca mondiale stima che, per la prima volta in venti anni, nel 2020 c’è un notevole aumento della povertà estrema, che potrebbe colpire il 9% della popolazione mondiale. Com’è noto, si definisce povertà estrema quando un individuo vive con meno di 1,90 dollari al giorno.”

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