Signore e signori, fatevene una ragione. L’Iva aumenterà. Non c’è discussione. Il governo ha già iniziato la pantomima di tira e molla, dichiarazioni, smentite. La verità è che quest’anno a Roma si arrenderanno e lasceranno scattare le clausole di salvaguardia, con le quali verranno fatte crescere le aliquote.

State bene attenti, perché a partire da questa settimana e per chissà quanti giorni sentirete parlare di aumento dell’Iva, clausole di salvaguardia, manovra e tagli sull’Irpef. La verità è che il governo si deve arrendere a un’evidenza che era già chiara l’anno scorso. Non ci sono più margini di manovra: mancano i soldi per rispettare i diktat del fiscal compact voluto dalla Merkel. L’Italia si è impegnata a non superare la soglia di deficit strutturale superiore allo 0,5% del PIL: un bel problema per un Paese con un grande debito pubblico e che, soprattutto, avrebbe bisogno di spazio di manovra (ovvero indebitarsi ancora) per riportare la crescita nella propria economia.

Che la coperta fosse corta lo si sapeva pure l’anno scorso, ma il governo doveva giustificare la defenestrazione di Salvini con il trofeo della neutralizzazione delle clausole di salvaguardia. Ora che le la Lega è fuori dai giochi e che la coperta è ormai troppo corta, si gioca la carta del taglio delle tasse: giustificherà l’aumento dell’Iva come una manovra inevitabile per poter ridurre il cuneo fiscale e poter vantare un taglio dell’Irpef. In più il Pil non cresce e il coronavirus preannuncia una possibile fase di recessione globale. C’è poco da ridere per Roma, che preferisce portarsi avanti.

Da adesso parte una semicampagna elettorale: ci prometteranno meno tasse a fronte di un’Iva selettivamente più alta. Iniziano a far passare la voce sui giornali per vedere l’effetto che fa nell’elettorato. Se non sarà così indigesta, sicuramente ci rifileranno questo nuovo “pacco” regalo. Così, se da un lato il governo con la mano sinistra darà “mancia” a chi rientra negli scaglioni d’imposta più bassi, con l’altra preleverà dal portafogli di tutti i contribuenti tassando maggiormente i consumi. Con inevitabili effetti depressivi sul mercato interno, in un momento che vede le esportazioni già in difficoltà.

Insomma: il governo giallorosso in fatto di interventi economici è avanguardia pura. Quand’è che a Roma qualcuno affronterà il vero problema di questo Paese, ovvero Bruxelles, con i suoi Fiscal Compact e le sue politiche economiche strabiche?

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail