Unione Europea intende raddoppiare il proprio bilancio, da 140 a 280 miliardi. A sostenerlo alcuni pezzi grossi di Bruxelles, fra cui il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani e altri eurofanatici. Aumento del bilancio significa più contributi a carico degli Stati nazionali. Quindi più tasse per i cittadini che sono gli unici a pagare. E siccome l’Italia, con quasi 18 miliardi (destinati a diventare diciannove nel 2020 a causa dell’uscita della Gran Bretagna), è già il terzo finanziatore, ecco che il progetto Ue si traduce in un salasso per le nostre tasche. Salasso per di più spesso vano, visto che l’Italia è campione nel non riuscire a sfruttare i fondi che arrivano dalla Ue.

Difficile capire quanto ci sia di reale nei progetti relativi al bilancio e quanto semplice propaganda. La vittoria di Macron dimostra che comunque esiste in Europa una parte di opinione pubblica disposta a sacrificarsi pur di salvare la costruzione europea. La spinta è ancora più forte in Italia vista che i partiti sono diventati molto cerchiobottisti. Nessuno che abbia più una posizione definita. Dicono tutto e il contrario di tutto. Anche il centrodestra che deve mediare fra l’anima radicale della Lega (che fino a poco tempo fa voleva Italexit) e quella più governativa e moderata di Berlusconi. Non a caso fra i promotori dell’aumento del bilancio Ue c’è Antonio Tajani che, nell’area di centro-destra, vedrebbero bene come futuro presidente del Consiglio italiano. La sua proposta relativa all’aumento delle risorse Ue sembra fatta su misura per rassicurare i partner (a cominciare da Merkel e Macron) sulla fedeltà dell’Italia alla bandiera comune. Ma ha un senso tutto questo? Sembra quasi che ci sia una sorta dissolvenza nella politica italiana. Spariscono bianco e nero. Va molto di moda il grigio: all’interno di ogni partito (o coalizione) ci sta di tutto. Dal movimentismo estremo che vuole abbandonare l’Euro e anche l’Europa all’ortodossia dura e pura che non farebbe un passo senza prima chiedere l’autorizzazione a Bruxelles. In mezzo tutto molto confuso. Il Paese procede in mezzo a tanta vaghezza. Una incapacità di andare oltre lo zero a zero come accaduto con la Svezia perché nessuno è capace di tirare in porta. Avanti così. Con la delusione della tifoseria per l’esclusione dalla fase finale del Mondiale di calcio e la rassegnazione dei contribuenti chiamati a pagare senza fiatare per la gloria di Bruxelles.

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