La Ue ha chiuso i porti in faccia all’Italia. Francia e Spagna hanno fatto sapere che non concederanno gli approdi alle navi di soccorso cariche di immigrati. L’Austria, come aveva già fatto un anno fa, ha mandato i carri armati al Brennero ripetendo, il copione degli anni Trenta ma a ruoli invertiti. La Farnesina ha convocato l’ambasciatore austriaco: sembra un preludio di guerra. È questa l’Europa che vogliamo? Sempre pronta ad alzare il bastone quando c’è da punire per qualche decimale di debito che supera le barriere del Trattato di Maastricht. Cieca e sorda per il resto. E non solo per le operazioni finanziarie come gli eurobond, oppure l’assicurazione europea sui depositi bancari. Ma nemmeno sotto il profilo sociale (niente fondo unico a sostegno dei disoccupati) né, tantomeno, sul fronte dell’immigrazione. Ogni Paese pensa solo agli interessi nazionali. Non è forse l’Italia il pontile dell’Europa sul Mediterraneo? E dove attraccano le navi? Sul pontile. E quindi i clandestini devono sbarcare in Italia. Poi si vedrà se e come smistarli. Sapendo fin da ora come andrà a finire: la Francia bloccherà gli accessi a Ventimiglia come l’anno scorso, l’Austria ha sigillato il Brennero e l’Ungheria sistemerà il muro che già esiste. Tutto già visto. L’estate trascorrerà in un rimpallo infinito di rimproveri fra i diversi governi della Ue aspettando che le mareggiate d’autunno, e le bufere invernali, rendano intransitabile la via del mare. Nel frattempo verrà data una mancia all’Italia per zittirne la petulanza. Contemporaneamente sarà studiato un gigantesco piano di aiuti alle popolazioni africane. Fumogeni. Tutti sanno come stanno le cose. In Libia con chi si parla: con il governo fantoccio a Tripoli o con i signori della guerra a Tobruk? E in Sudan? E negli altri Paesi? Che garanzie ci sono sulla destinazione degli aiuti? Nessuno caccerà un soldo perché a Bruxelles sanno bene che i soldi servirebbero unicamente ai regimi corrotti dell’Africa per garantirsi la sopravvivenza. Così le discussioni andranno avanti per settimane aspettando che arrivi il cattivo tempo a bloccare il Canale di Sicilia. Un’ultima notazione: non doveva essere Macron il rifondatore della Ue? E allora com’è che si comporta esattamente come Hollande e come Sarkozy? No, non è questa l’Europa che vogliamo.

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