Ogni giorno di più l’Europa assomiglia ad un sogno rovinato. Un condominio rissoso dove le liti sono all’ordine del giorno. Si è appena spenta l’eco per l’assegnazione delle sedi di Eba ed Ema che già si apre una nuova partita con l’inevitabile coda di trionfalismi e risentimenti. Si tratta della successione a Jeroen Dijsselbloem per la presidenza dell’Eurogruppo, l’organismo che raggruppa i diciannove ministri delle Finanze dell’area euro. Fino a ieri sembrava che in pole position ci fosse Pier Carlo Padoan, sponsorizzato dalla Francia. Oggi il colpo di scena: il nostro ministro non figura nella lista dei candidati che saranno scelti lunedì. Una bocciatura preventiva perché Roma, secondo gli eurocrati, è fin troppo rappresentata: Federica Mogherini, Antonio Tajani e, soprattutto, Mario Draghi.

I nomi rimasti in corsa sono la lettone Dana Reizniece-Ozola, il portoghese Mario Centeno — che ha il sostegno di Roma– e lo slovacco Peter Kazimir. Rinnovato due volte il mandato dell’olandese Dijsselbloem è in scadenza il 13 gennaio. Per la successione si ripropone il duello Nord-Sud. Le candidature di Slovacchia ed Estonia sono sponsorizzate dalla Germania e dai suoi alleati. Soprattutto il ministro slovacco ha il gradimento di Berlino essendosi dimostrato un super-falco molto intransigente nella partita per il salvataggio della Grecia. Il portoghese invece è gradito ai Paesi dell’area mediterranea di cui ormai la Francia è diventata il riferimento

Tutto questo per dire che ormai la Ue sembra sempre di più un condominio litigioso che un insieme di popoli desiderosi di integrarsi. La Francia (come dimostra l’attivismo di Macron) che cerca di prendere il sopravvento viste le difficoltà della Germania di Angela Merkel. La Slovacchia che vuole la rivincita dopo che Bratislava è stata esclusa al primo turno di ballottaggio dell’Ema. La Spagna che sembra tornata ai tempi di Carlo V: fa squadra con la Germania per isolare la Francia. I Paesi dell’area mediterranea (ad eccezione di Madrid) che vogliono contenere l’avanzata della Germania e dei suoi alleati. A raccontarlo così sembra più un bollettino di guerra che il menù di una cena fra amici.

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