Christine Lagarde è un’incompetente oppure è manovrata da qualche “fratello” europeo intenzionato a comprarsi i gioielli italiani a prezzo di saldo? Difficile dirlo. Ci sono solo due cose certe: la prima è che le parole (“non è compito della Bce abbassare gli spread”) con cui ha causato la peggior caduta della storia della Borsa di Milano erano tutt’altro che casuali. La seconda è che la Lagarde non ha il curriculum per guidare la Banca Centrale Europea. Lo aveva già scritto, mesi fa, il fondatore di questo blog, Ernesto Preatoni: ripubblichiamo i contenuti di quell’articolo, ancora più attuale.

“L’Europa ha salutato, con entusiasmo unanime, la nomina di Christine Lagarde alla presidenza della Banca Centrale Europea: tutti si sono concentrati del fatto che una donna fosse, finalmente, arrivata a i vertici della Bce – scriveva Preatoni –. Sono stato, da sempre, dell’idea che i manager andassero valorizzati per i propri meriti, e non certo per il genere. Ed è per questo che credo che la scelta della Lagarde alla guida della Bce sia sbagliatissima.”

La nuova presidentessa della Banca Centrale Europea è una politica, non una banchiera. Ha studiato diritto internazionale, ha militato in una formazione politica francese, l’Unione per il Movimento Popolare, e, tra il 2005 e il 2011, è stata a capo di tre diversi ministeri, sotto Chirac e Sarkozy. Dopo di che è stata a capo del Fondo Monetario Internazionale, che – insieme alla Troika – ha contribuito a massacrare la Grecia a colpi di austerity per salvare l’Euro. “Non lo dico io – aggiungeva Preatoni –, lo stabilisce un verdetto dell’Independent Evaluation Office (IEO), un organismo all’interno del Fondo, secondo cui le più alte cariche dell’FMI avrebbero ingannato il proprio board e fatto una serie di clamorosi errori di giudizio sulla Grecia, sposando incondizionatamente la causa dell’Euro.”

“La Lagarde sarà a capo di un Istituto in grado di decidere della vita e della morte delle economie d’Europa e non sembra per niente preparata. Per un po’ tirerà a campare con l’eredità che Draghi le ha lasciato, annunciando nuovi stimoli monetari – concludeva Preatoni –. Ma quando verrà il momento di decidere, saprà governare correttamente mercati drogati di Quantitative Easing? Il rischio peggiore che le importanti case di investimento temono oggi è proprio quello di un “errore di valutazione” da parte delle banche centrali, che potrebbe innescare una nuova crisi. E del resto l’ultimo francese alla guida della Bce – Trichet – ha fatto degli errori madornali, che stiamo ancora pagando.”

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