Il professor Giulio Sapelli – come al solito – dimostra sempre una lucidità impressionante. Nel corso di un’intervista che lo ha visto ospite della trasmissione “L’Italia s’è desta”, in onda su Radio Cusano Campus, ha spiegato come l’Italia rappresenti qualcosa di unico in Europa. “Siamo l’unico Paese – ha detto Sapelli – dove la classe dominante tifa perché l’Italia faccia default”.

Secondo Sapelli non basta che l’Europa tratti l’Italia come una “figlia di un dio minore”, ma c’è anche una classe dirigente Italiana, quella che ha guidato il Paese fino a poco tempo fa, che punta alla rovina economica del Paese per tornare al governo: “Se noi guardiamo la stampa internazionale, ad esempio El Paìs dell’altro ieri: c’era la foto della ministra dell’economia spagnola con Moscovici e all’interno c’era un titolo molto neutro che diceva: con l’UE si comincia a trattare sulla legge di bilancio che sforerà del 2,7% e c’era un articoletto in cui dicevano quali erano le posizioni di Moscovici – ha commentato il professore –. Poi c’era un corsivo in alto in cui si diceva che la stessa cosa stava capitando in Italia. Poi c’era una bella spiegazione in cui si diceva che prima che l’UE avvii una procedura d’infrazione di tempo ne passa… Poi ci si chiedeva cosa farà Moscovici quando arriverà la legge fiscale francese, dato che Macron ha impiegato 21 miliardi per un’ultra-reddito di cittadinanza, come la metteranno questi?”

La cosa più grave, secondo Sapelli, è che una parte consistente della classe politica non stia aspettando altro che dei segni di deterioramento dell’economia italiana: “Noi siamo l’unico Paese dove la classe dominante tifa perché l’Italia vada in default e venga commissariata, e lo fanno perché sono tutti eterodiretti. Qui ci sono tanti piccoli Petain, persone che sono pronte a garantire questa operazione di appropriarsi di asset importanti del nostro Paese. In questi ultimi 20 anni col neoliberismo c’è stata un’ondata di intossicazione ideologica, oggi ai giovani si dice che per essere bravi devono fare gli imprenditori altrimenti non sei nessuno. Ma il mondo è andato avanti perché abbiamo avuto dei bravi operai, impiegati, centralinisti”.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail