Arrivano 5,1 miliardi di nuove tasse. Sono quelle previste per il 2018 dalla manovra finanziaria. Il ministro Padoan le ha camuffate, al solito, come proventi derivanti dalla lotta all’evasione. Un bluff. Tutti i governi annunciano con grande enfasi successi strabilianti nella caccia al contribuente infedele. Sempre nell’ordine di decine di miliardi. Dimenticano però di aggiungere che quello esposto è il valore dell’accertamento. L’incasso effettivo è tutt’altro discorso. Per capire: è come se in un processo l’attenzione venisse polarizzata sulle richieste dell’accusa. Dimenticando poi di raccontare il contenuto della sentenza che, come sappiamo, può anche essere di assoluzione.

Il ministro Pier Carlo Padoan è uno specialista nelle previsioni sbagliate. Imperdonabile per l’ex capo-economista dell’Ocse. A cominciare dal fatto che da almeno due anni annuncia una stabilizzazione del debito che non arriva. Anzi è successo esattamente il contrario: l’Adsubef ha calcolato che da quando è seduto alla scrivania che fu di Quintino Sella il debito italiano è cresciuto ad una media di circa 5 miliardi al mese.

Fare stime attendibili o approvare politiche realistiche sembra ormai un’opinione. La crescita del Pil che riprende vigore è l’architrave della manovra per il 2018. Ma c’è la possibilità che non vada esattamente così anche perché il Pil è uno strumento molto rozzo non più in grado di rappresentare la realtà. C’è un altro dato che fa discutere: i tassi di interesse. È noto che la Bce cambierà strada entro pochi mesi. Tempi duri per il debito anche perché in Germania la destra incalza la Cdu di Angela Merkel. Ma secondo il governo non ci saranno conseguenze sui tassi di interesse e quindi sulla spesa. Da che cosa derivi questa certezza non è chiarissimo anche considerando che sotto il debito c’è una bomba da 42 miliardi di derivati pronta a esplodere. I miracoli sono sempre possibili ma poco probabili. Ma sono provvedimenti bollinati dalla Ragioneria generale. Eppure sbagliati. Ma ormai agli errori nessuno fa più caso. Tanto a pagare è la massa indistinta di noi contribuenti.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail