Dopo aver passato anni a credere che l’Europa Unita fosse cosa loro e a chiosare con sorrisetti di sufficienza le opinioni di chi criticava gli evidenti, marchiani, errori collegati all’Euro e all’attuale costruzione dell’Unione, le elités, che fino ad oggi hanno spadroneggiato a Bruxelles, iniziano a sentirsi meno sicure.

L’esito delle ultime elezioni politiche in Italia è stato infatti vissuto come uno shock in Europa e i recenti contrasti tra Merkel e il ministro dell’Interno tedesco Seehofer – che hanno obbligato la numero uno tedesca a sigillare le frontiere e promettere “centri di transito e smistamento” per gli irregolari che tenteranno entrare nel Paese – rappresentano per gli euro-burocrati una seria minaccia. Il no alle attuali regole europee è sempre più forte anche in Germania.

Il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, non ha fatto mistero del fatto che la Lega sia diventata un riferimento per tutti gli altri partiti “no Euro” in Europa, al punto che la capogruppo del partito a Bruxelles, Mara Bizzotto, ha dichiarato che tutti i movimenti “populisti” alle prossime elezioni europee formeranno una federazione finalizzata a rifondare l’Europa e liberare l’Unione dai vincoli che oggi costringono Paesi come l’Italia alla crescita zero.

Obiettivo non esplicito – ma chiaro a chi conosce le logiche del parlamento europeo – è convincere il premier ungherese Victor Orbàn a lasciare il gruppo del Ppe a Bruxelles per entrare nella nuova federazione. Se Orbàn si unisse ai “ribelli” e l’esito delle elezioni europee della prossima primavera fosse – come sembra probabile – favorevole ai partiti no euro, questi ultimi potrebbero dare una spallata alla storica alleanza tra Partito Popolare Europeo e Partito Socialista Europeo.

La speranza dei partiti federati è quella di aprire un dibattito che consenta di rifondare l’Europa con nuove regole più vicine ai popoli che formano l’Unione e di liberare Bruxelles da chi, negli ultimi anni, ha pensato a coltivare solo il proprio interesse nella burocrazia europea.

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