L’euro ha al massimo due anni di vita. Una previsione che non può certo essere bollata con il marchio del populismo visto che la sentenza arriva dai piani alti del mondo accademico internazionale. A formularla è Luigi Zingales i cui studi si svolgono a cavallo fra l’Università di Chicago dove il maestro è stato Milton Friedman e la Bocconi. Il professore ha scritto per Rizzoli “Europa o no” in uscita in questi giorni. Spiega che tanto l’euro quanto l’unificazione europea sono stati celebrati (come già fu per l’unificazione italiana) come ideali romantici, che non lasciavano spazio per un’analisi economica dei costi e dei benefici. Oggi, però, il “meraviglioso esperimento” di cui parlava Robert Schuman, il sogno di una “pace perenne” dopo secoli di guerre, si è trasformato in un incubo: quella stessa Unione creata per favorire lo spirito europeo sta diventando una prigione, che istiga all’odio etnico e alimenta i peggiori stereotipi. Tenendosi a distanza dall’europeismo fanatico e dall’antieuropeismo irrazionale, Zingales analizza i fondamenti economici e le scelte politiche dell’attuale Unione Europea, vista non come fine ma come mezzo per garantire la libertà, la pace e la prosperità del nostro continente. Mette a fuoco alcune verità necessarie. Prima fra tutte che questa Europa è un patto faustiano tra Francia e Germania, che riserva al Sud del continente, e quindi all’Italia, un ruolo di comprimario e spesso di vittima. Esattamente come ai tempi dell’unificazione era accaduto al nostro Mezzogiorno nei confronti della nascente industria lombarda e piemontese. Zingales ammette che, così com’è, l’Europa non è sostenibile. Bisogna arrivare ad una soluzione. L’autore non si iscrive al partito anti-euro nel senso che non si augura l’uscita dell’Italia. Tuttavia non è nemmeno un euro-fanatico. Pragmaticamente, come sostiene da tempo Paolo Savona, si augura che il governo prepari un “Piano B”. Perché, sostiene Zingales, “o l’Eurozona si autoriforma oppure i costi della permanenza cominceranno ad eccedere i benefici” e l’uscita, per quanto avventurosa, diventerà il male minore. Quanto manca per questo appuntamento con la storia? Non molto, secondo Zingales. Accadrà fra 18 e 24 mesi.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail