Altro che Paradiso: con l’euro la classe operaia è stata mandata all’Inferno. Ma si fa fatica anche a rintracciare la media borghesia. Che dire? La moneta unica è riuscita a realizzare l’utopia marxista cancellando i due grandi blocchi sociali che per tutto il XX secolo si sono scontrati in Europa miscelando ideali e interessi, paure e violenze. La scomparsa delle classi sociali, però, non è stata la svolta verso una nuova organizzazione umana, come pensava Marx, ma l’inizio del deserto. A dimostrarlo il fatto che cresce il ruolo dei pensionati come “persona di riferimento” delle famiglie italiane.

A disegnare un quadro così pieno di dolore non è un settario populista ma l’annuale rapporto dell’Istat. Spiega che la disuguaglianza aumenta perché l’ascensore sociale si è fermato. A funzionare, casomai, è quello che da metà del palazzo porta verso il basso. Perché da opportunità nascono opportunità: i figli della classe dirigente diventano classe dirigente, i figli dei laureati diventano laureati, gli altri lasciano la scuola ancora giovani. Il lavoro si polarizza: scompaiono le attività intermedie(per esempio il piccolo commercio), aumenta l’occupazione nelle professioni non qualificate e peggio pagate, si riducono operai e artigiani. Nella classe impiegatizia le donne giocano un ruolo importante: nonostante nel complesso il tasso di occupazione femminile sia più basso di 18 punti rispetto a quello maschile, in 4 casi su 10 le donne sono i principali percettori di reddito, e dunque con una quota maggiore rispetto agli altri gruppi della popolazione.

La società italiana appare cristallizzata. I piani alti sono sempre meno accessibili mentre tra le famiglie con minori disponibilità economiche il peso delle spese destinate al soddisfacimento dei bisogni primari (alimentari e abitazione) è in forte crescita. Il quadro che emerge dall’Istat è quello di un Paese sempre più divaricato. Ci sono le élites che difendono l’euro perché rappresenta lo scudo dei loro patrimoni. Invece la classe media, soprattutto al Sud, si sta impoverendo. Lo dimostra il fatto che sette under 35 su dieci vivono ancora con i genitori perché non lavorano o non hanno un reddito sufficiente condurre un’esistenza decorosa. Tomaso Padoa Schioppa li aveva chiamati “bamboccioni” ed Elsa Fornero “choosy”. Parlavano così pur essendo ministri di governi di sinistra. Ma anche euro fanatici. Questo ha impedito loro di capire che cosa stava accadendo. Ma non erano gli unici ciechi.

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