I peggiori nemici dell’Europa sono gli eurofanatici. Il loro radicalismo è la malattia che sta uccidendo gli ideali che in settant’anni hanno costruito la Ue. Vale per l’euro e vale anche sull’immigrazione. Il loro fanatismo sta creando le condizioni per la dissoluzione dell’idea comunitaria in una guerra senza quartiere di tutti contro tutti. Lo scontro tra Italia e Francia di queste ore è la conferma. Vedere Parigi e Roma schierarsi su fronti opposti è semplicemente terribile. Non ci sono più amici. Solo convenienze in questa Europa che vacilla. Lo scontro tra Italia e Francia ha un sapore molto amaro. Mai nella storia recente si era sentito un presidente francese usare toni cosi duri come quelli utilizzati da Macron che ha accusato Roma di «cinismo irresponsabile». Il punto debole del presidente francese, come molti fonti diplomatiche hanno osservato, è stato un ondeggiamento di posizioni spesso difficile da comprendere. Si dichiara uno europeista convinto ma i suoi comportamenti sono dinamitardi. In queste ore molto difficili sul fronte dei migranti dalla Francia sono venute molte critiche verso l’Italia ma poche proposte. La definizione che più si adatta a questa situazione è «ipocrisia». Macron ha tuonato contro l’Italia. Ma da quale pulpito? In questi anni la Francia ha adottata una linea durissima nei confronti dei migranti. Fino alla violazione dei più elementari diritti umani: confini blindati, brutalità delle forze dell’ordine, intransigenza, mancanza di umanità. È ancora vivo il ricordo della donna incinta fatta scendere a forza da un treno proveniente da Ventimiglia. Nel marzo scorso cinque agenti delle dogane francesi, armati, fecero irruzione in una sala del centro migranti di Bardonecchia, in territorio italiano, per eseguire un controllo. «Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi», dichiarò Salvini, aggiungendo che l’Italia non avrebbe più preso «lezioni» da Macron e Merkel. Difficile dargli torto. Il presidente francese è stato eletto al suono dell’Inno alla Gioia che rappresenta la colonna sonora della Ue. Ma come tutti gli eurofanatici è il più pericoloso nemico dell’Europa.

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