A chi fa comodo la “crisi di settembre” che gli analisti si aspettano nelle prossime settimane sull’Italia? Da giorni, infatti, giornali e i siti di informazione fanno intendere che, a seguito del possibile downgrade dei titoli di Stato italiani da parte delle agenzie di rating, sull’Italia si potrebbe scatenare la tempesta perfetta. Spread alle stelle, recessione e – alla luce della crisi economica – un governo che rischia di traballare.

Come spiegava nei giorni scorsi il sempre ben informato sito “Dagospia”, il sottosegretario Giorgetti sarebbe molto preoccupato e, in questo, sarebbe in sintonia col ministro dell’Economia, Tria. “Il ragionamento che fanno Giorgetti e Tria è: non possiamo andare contro l’Europa, dire che il 3% non è giusto, e allo stesso tempo chiedere l’ombrello della BCE, ben sapendo che se lo spread supera la soglia dei 350 punti, l’Italia rischia davvero il default finanziario”, scrive Dagospia.

Una parte del governo starebbe pressando in direzione del governatore della BCE, Mario Draghi, affinché continui con il Quantitative Easing, sterilizzando così eventuali attacchi speculativi. Finora il governatore della BCE non avrebbe però dato alcun segno di ascolto. L’impressione è che l’Italia non stia tutto sommato peggio di altri Stati, come la Francia, ad esempio, che non ha fatto riforme e, per giunta, ha un debito pubblico significativo e uno privato molto elevato. Il dubbio di molti è che il mercato stia tentando di attaccare un partner debole dell’Europa, per il semplice fatto che il governo non ha più intenzione di sottostare ai dictat di Bruxelles.

Insomma: gli speculatori hanno fiutato la preda. E i burocrati europei non hanno nessuna intenzione di muovere un dito, al contrario di quanto sembrano intenzionati a fare con la Francia a cui, informalmente, pare sia già stata accordata la possibilità di sforare il vincolo del 3% nel 2019. A Bruxelles sperano, forse, di replicare la manovra con cui Monti andò al governo o, peggio, di imporre la Troika al Paese. In quel caso rischiamo che l’Italia si trasformi in una nuova Grecia, oppure che Roma decida, finalmente, di abbandonare, una volta per tutte, la follia dell’Euro.

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