Lo spread è tornato a rialzare la testa. Ha toccato una punta a più di 153 punti per poi risalire. Male anche la Borsa. Siamo alle solite. Non appena in Italia accade qualcosa che dispiace alle elite di Bruxelles torna la danza macabra dei listini. Il gioco si sta facendo sempre più pesante. Un sito di informazione ha pubblicato il “contratto” su cui stanno lavorando i partiti in vista della formazione del governo. A consegnarlo una manina non proprio disinteressata. Chiaro l’obiettivo: compromettere la trattativa e mettere in allarme i listini. Difficile, infatti, tenerli tranquilli visto che uno dei paragrafi parlava esplicitamente di ripudio del debito. Il nuovo governo, infatti, dovrebbe chiedere alla Bce di annullare i 250 miliardi di Btp comprati nell’ambito del quantitative easing. Una proposta obiettivamente senza senso. La Bce non ha il potere di concedere questo beneficio. A dare il via libera dovrebbero essere i governi dell’Eurozona. Escluso che lo facciano. Ad aumentare la confusione la maldestra marcia indietro degli esponenti dei due partiti. Hanno dichiarato che il testo era stato superato da successive stesure. Una versione cui hanno creduto in pochi visto che il contratto comparso sul sito portava la data del giorno precedente. È vero che si tratta di un lavoro in costruzione. Difficile però pensare ad un radicale cambio di opinione in appena ventiquattr’ore. Anche perché c’erano altri articoli che riprendevano temi molto cari ai due partiti Si tornava a parlare di un possibile referendum sull’euro e di una politica molto aggressiva in tema di emigranti. Tutti argomenti molto indigesti agli eurofanatici. A questo punto è abbastanza chiaro che la fuga di notizie è solo il tassello di una manovra più ampia per condizionare la vita politica italiana. Non è la prima volta che succede nel nostro Paese. Vedremo dell’altro e per niente bello.

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