Battuta d’arresto per il mercato del lavoro a dicembre. Una conferma di tutti i dubbi che avevamo espresso sulla solidità della ripresa. Secondo le stime provvisorie dell’Istat, gli occupati sono scesi di 66 mila unità, il tasso di disoccupazione è calato al 10,8%, ai minimi dal 2012, ma sconta un forte incremento del numero degli inattivi (+112 mila unità). Per lo stesso motivo anche la flessione del tasso di disoccupazione giovanile, in calo al 32,2%, risente di un aumento nella stessa fascia di età del numero di non lavora né cerca un impiego.

Sta succedendo esattamente quanto previsto. La ripresa è molto più debole di quello che dicono le statistiche sul Pil. Nei mesi scorsi, grazie anche al traino dei regali fatti da Renzi e Gentiloni, è cresciuta l’occupazione. Non il lavoro. I nodi ora sono arrivati al pettine. Erano saliti i commensali ma non la torta che anzi è più piccola. Per dividerla a tutti che si fa? Si assottigliano le fette ovviamente. Sul mercato del lavoro questo si traduce in una semplice equazione: più precariato e meno stipendi. La festa però è finita e le illusioni sono cadute. Non c’è ripresa e ancor meno c’è lavoro. I prossimi mesi saranno anche più difficili. Con il 2018 scadono gli incentivi che avevano spinto le assunzioni a partire dal 2015. Per dare una scossa al mercato del lavoro Matteo Renzi si inventò l’azzeramento dei contributi a carico delle aziende per tre anni. Grazie a questo meccanismo venne registrato un boom di nuovi contratti: 916.000 in un anno, 269.000 dei quali solo a dicembre 2015, cioè prima che finisse la cuccagna. Bene. Anzi male. Perché passati tre anni e modificate le condizioni non è da escludere un’ondata di licenziamenti. Le aziende che hanno assunto sull’onda dello sgravio, ora che il vantaggio è finito, potrebbero licenziare. I sindacati parlano di 700.000 persone a rischio. Forse esagerano. Una cosa però è certa: prima di suonare la fanfara è meglio aspettare. Con i dati di dicembre le trombe si sono ammutolite. Fra qualche mese potremmo vedere lacrime e sangue.

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