Il bello dell’Europa è che non si smentisce mai. Dopo aver impegnato la Commissione e il Parlamento europeo per giorni e giorni – parliamo di gente che percepisce migliaia di euro tutti i mesi per discutere le questioni dell’Unione – i nostri eroi venerdì mattina si sono svegliati e hanno spedito il Presidente dell’esecutivo Ue, Jean Claude Junker, a fare un grande annuncio alla televisione tedesca Zdf: la Commissione europea proporrà di abolire il passaggio annuale all’ora legale.

L’annuncio – stando a quanto scrive il sito del Corriere della Sera – è arrivato dopo che giovedì la stampa tedesca aveva rivelato i risultati della consultazione lanciata dalla Commissione in tutta Europa, per verificare se andasse o meno aggiornata la direttiva del 2000 che regola lo spostamento delle lancette dell’orologio due volte l’anno. Secondo le fonti Ue citate dal giornale Westfalenpost, una maggioranza schiacciante vicina all’80 per cento avrebbe “votato” a favore dell’abolizione dell’ora legale nella “consultazione più partecipata di sempre”. Quasi 5 milioni di persone avrebbero risposto all’appello lanciato dalla Commissione su impulso del Parlamento europeo.

L’annuncio di Junker fatto in televisione sarebbe stato costellato di frasi quali “Milioni di persone hanno risposto e credono che dovrebbe essere così” e anche “la gente vuole questo e lo faremo”. Ora, la domanda, come diceva un noto giornalista della Rai, sorge spontanea: ma in Unione spaccata sul tema dei migranti, che non ha ancora trovato una soluzione alla questione Brexit, che non è ancora stata in grado di recuperare la crescita nei Paesi della periferia e in cui in Grecia la gente muore letteralmente di fame, l’ora legale è veramente la priorità? E i burocrati di Bruxelles credono di rispondere alle istanze dei popoli europei abolendola?

L’Europa sembra sempre di più il ponte del Titanic, sul quale l’orchestra suonava mentre la nave affondava. Forse è arrivata l’ora di scappare da questo manicomio e salvare il Paese.

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