Il Presidente francese è così disperato che – dopo aver definito il nostro governo “lebbra populista” – ne copia letteralmente il programma. Macron, che i francesi hanno giustamente soprannominato il “Presidente dei ricchi”, si è finalmente accorto che nel suo Paese ci sono quasi 9 milioni di poveri e cosa ha pensato di fare per risalire la china dei sondaggi, che lo vedono al minimo storico? Ha annunciato l’introduzione di un “reddito universale di attività” da finanziare entro il 2020.

La misura consiste nella fusione di almeno tre sussidi già esistenti: il Revenu de Solidarité Active (Rsa il reddito minimo garantito destinato a chi non lavora e non ha più diritto ai sussidi di disoccupazione, pari attualmente a 550,93 euro), le Apl (Aide personnalisée au logement) e la Prime d’Activité. L’obiettivo, come dichiarato da Macron durante la presentazione è anche interrompere una volta per tutte “l’accumulo degli aiuti” che “finisce per generare errori, confusione” e alimenta “discorsi insopportabili sull’assistenzialismo”. Ai tre pilastri fondamentali se ne potranno aggiungere altri nel progetto finale. Il reddito universale d’attività, ha dichiarato Macron, sarà uno strumento “semplice, equo e trasparente. Accorperemo il maggior numero di prestazioni sociali affinché si possa finalmente fornire una risposta unica per garantire che la gente viva degnamente”. La misura punterà anche a spingere chi è disoccupato a rientrare rapidamente nel mondo del lavoro. Ogni beneficiario dovrà infatti iscriversi ad un percorso di inserimento in cui sarà impossibile rifiutare oltre due ragionevoli offerte professionali.

Tralasciando il fatto che Macron promette oggi una misura che introdurrà tra più di anno, che cosa vi ricorda il reddito universale di attività? Non somiglia in maniera quasi sospetta al reddito di cittadinanza presente nel programma del Movimento 5 Stelle e nel contratto di governo? Il dubbio è che Macron – dopo aver disprezzato le “misure populiste” – ora le stia letteralmente copiando. Forse il programma dell’élite – che sta facendo affondare la Francia e con cui Macron ha vinto le elezioni – non era così geniale, in fondo.

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