Continua a disfarsi il governo targato Macron, che si perde un altro pezzo. Dopo le dimissioni di Nicolas Hulot, il ministro della Transizione ecologica considerato il numero 3 dell’esecutivo, arrivano anche quelle del numero 2 Gérard Collomb, ministro dell’Interno e macroniano della prima ora, annunciate per il 2019 al settimanale l’Express.

“Membro più anziano del governo, forte di una lunga esperienza e di una personalità politica che precedono la collaborazione con Macron, Collomb è stato finora un ministro tutto sommato fedele sul fondo delle questioni ma capace di rivendicare la propria libertà di espressione, fino a provocare conflitti con Macron – spiegava martedì scorso l’inviato a Parigi del Corriere, Stefano Montefiori –. Per esempio, non ha rinunciato a sottolineare la propria contrarietà al progetto del primo ministro Édouard Philippe di abbassare il limite di velocità da 90 a 80% nelle strade secondarie. Qualche giorno fa, commentando il crollo di Macron nei sondaggi, ha detto che «forse abbiamo mancato di umiltà», una critica diretta allo stile del capo dello Stato, che lo ha invitato poi all’Eliseo per una cena chiarificatrice. Negli ultimi tempi i rapporti si sono incrinati, anche in seguito allo scandalo Benalla e alla prestazione poco convincente di Collomb davanti alla commissione d’inchiesta dell’Assemblea nazionale.”

Dato che non riesce a raddrizzare le sorti in patria, Macron sta cercando di recuperare consensi sulla pelle dell’Italia. Come? Sostenendo il ritorno nelle nostre acque dell’Acquarius 2 – la nave di Médecins Sans Frontieres, una ONG francese che era costata un braccio di ferro con la UE al ministro dell’Interno Salvini, che ritorna a navigare dopo una riverniciata –  che è ripartita da Marsiglia battendo una bella bandiera panamense, con l’obiettivo di riprendere a fare da taxi per i migranti irregolari.

Così Macron potrà riprendere a prendersela con l’Italia, distogliendo l’attenzione dalle politiche economiche e sociali fallimentari realizzate dal suo governo e sperare di recuperare qualche consenso.

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