Quante illusioni si stanno addensando in Europa dopo la vittoria di Macron. Gli euro entusiasti hanno brindato allo scampato pericolo. Come se tutti i problemi dell’euro fossero stati risolti e ora si aprisse per loro un radioso futuro di successi. Come spesso accade le élite chiuse nella loro torre d’avorio finiscono vittime degli inganni della mente. Non vedono, per esempio, che l’elezione di Macron dal punto di vista politico non cambia nulla. In Europa governa la Germania e la signora Merkel si avvia verso la conferma. Vuol dire che gli orientamenti di natura economica e sociale resteranno immutati. Parigi è troppo debole per condizionare Berlino. I problemi sono tutti sul tavolo: bassa crescita, disoccupazione alta, deflazione in agguato. Nessuna delle ricette proposte da Macron sembra in grado di combattere la stagnazione. Aggiungiamo un’altra considerazione: quanti francesi hanno apprezzato il salto di parametro? Il neo presidente è stato accompagnato al trionfo dell’Inno alla Gioia che rappresenta il codice musicale della Ue. La Marsigliese è stata suonata solo in chiusura. Un’offesa alla Grandeur che di certo non sarà piaciuta a molti degli elettori di Macron.
Sul piano dei numeri ci sono ancora due riflessioni che vanno segnalate: Marine Le Pen ha preso il doppio dei voti ottenuti da suo padre nel 2002 contro Chirac. Inoltre se sommiamo le astensioni, le schede bianche e quelle nulle arriviamo al 35% del corpo elettorale. Vuol dire che un francese su tre non ha espresso nessun orientamento. Facendo un po’ di calcoli possiamo dire che Macron è stato votato all’incirca dal 30% dei francesi. Visto come funzionano le istituzioni a Parigi non è azzardato dire che ci troviamo di fronte ad una dittatura della minoranza.
Anche i “macronisti” italiani meritano due riflessioni. La prima è questa: inutile che si illudano. Da noi non si vede nessun politico che assomigli al neo-presidente francese. Dovranno rassegnarsi al confronto fra Renzi e Grillo. Seconda notazione: non si rendono conto che il risultato elettorale di domenica è il peggiore immaginabile per l’Italia? E’ chiaro infatti che la Francia, da ora in avanti, farà sempre e comunque fronte comune con la Germania in nome della difesa dell’euro e della Ue. Per noi non ci saranno più sconti. La patrimoniale e la troika sono sempre più vicine

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