Vanno sempre peggio le cose per Emmanuel Macron.

Mercoledì il Presidente francese avrebbe dovuto concedersi un bagno di folla durante una tappa del Tour De France ma l’ultima “débâcle” del proprio entourage lo ha riportato a più miti consigli. La débâcle è rappresentata dallo scandalo Benalla: questo signore, ex capo della sicurezza del caudillo francese, si era concesso il lusso di spacciarsi per un poliziotto e picchiare due manifestanti. Benalla, secondo le accuse, sarebbe stato protetto dal Presidente finché un video sul sito del giornale Le Monde non ha consentito di dimostrare la sua condotta. Un episodio che ora rischia di costare assai caro a Macron che, sulla vicenda Benalla, è stato letteralmente scaricato anche dal proprio ministro dell’Interno e dal prefetto di Parigi che hanno stigmatizzato i “malsani favoritismi” con cui il Presidente francese è uso gestire la cosa pubblica.

Mala tempora currunt, insomma, per Macron sia sul piano istituzionale, che su quello economico. Sul primo fronte lo scandalo ha, infatti, portato il Parlamento francese addirittura alla decisione di rinviare la riforma costituzionale – voluta dal governo – per poter dedicare spazio ed energie alle audizioni della Commissione Parlamentare d’inchiesta che è stata convocata per approfondire la vicenda. Audizioni che sono cominciate questa settimana all’Assemblea e che vengono seguite con grande attenzione dal popolo francese in televisione e sui social media.

Le cose però vanno male anche per l’economia. La fiducia degli imprenditori francesi a luglio è diminuita, toccando il minimo da circa un anno, secondo quanto registra l’istituto nazionale di statistica. L’istituto Insee ha comunicato che il suo indice della fiducia ha rilevato un calo dai 109 punti di giugno ai 108 di luglio, il livello più basso da giugno 2017, inferiore anche alle attese, che avevano previsto 110 punti. Questo dato si aggiunge ad altri segnali che indicano un rallentamento della seconda economia più grande d’Europa.

Insomma: la seggiola su cui sta seduto il Presidente che a parole tifa per l’Unione, ma nei fatti si preoccupa solo di distruggere le tutele dei lavoratori francesi e di spartirsi l’economia europea con la Merkel inizia pericolosamente a traballare.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail