La Germania è di nuovo in difficoltà: non per i conti dello Stato, per carità, che godono di ottima salute, quanto piuttosto per le banche, che sono rimaste indietro, con i tassi bassi guadagnano poco e hanno bilanci traballanti. La signora Merkel ora spinge per riformare il Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes), su cui si è scatenato il dibattito in Italia. L’obiettivo di Berlino è avere uno strumento per obbligare l’Italia a una cura greca e – contestualmente – che consenta di ricapitalizzare le proprie banche a costo zero.

Il piano dei tedeschi (e dei francesi) è abbastanza chiaro, ed è un film già visto. Quando le banche di Berlino barcollavano, la Germania ha obbligato tutta l’Europa a “comprare tempo” e a ristrutturare il Paese, per evitare che un default di Atene potesse far saltare le proprie banche. A questo giro l’obiettivo è prendere due piccioni con una fava. Come? Semplice: scaricando sull’Italia la colpa della possibile crisi economica che dovesse derivare da difficoltà delle banche tedesche. Facendo, peraltro, pagare a tutta l’Europa i costi di ricapitalizzazione degli istituti di Berlino.

Come spiega Guido Salerno Aletta sulle pagine di Milano Finanza di sabato scorso la riforma del Meccanismo è congeniata curiosamente “in modo da consentire la ricapitalizzazione diretta dele banche ne abbiano bisogno, senza più passare per lo Stato cui appartengono, come successo finora, per esempio per la Spagna, facendo aumentare a dismisura il suo debito pubblico. Finora era lo Stato che si indebitava con il Mes per poi ricapitalizzare le proprie banche. Ora non più, la ricapitalizzazione è diretta, con un meccanismo iper semplificato che non prevede le severe condizionalità che si pongono fin d’ora per concedere gli aiuti agli Stati. Se le banche tedesche dovessero ricevere aiuti, il debito pubblico tedesco non ne risentirebbe.”

C’è una seconda innovazione nel Mes che fa pensare: la creazione di una garanzia di tutela che non richiede né garanzie né collaterali. “Più che una condivisione dei rischi, sempre avversata dalla Germania, siamo arrivati alla condivisione delle perdite bancarie. Il quadro della riforma del Mes si fa più chiaro e la speculazione ne prende buona nota. La Germania, mentre ci impone la riduzione del debito attraverso il default distruttivo, difende a tutti i costi il suo sistema bancario, in gravi difficoltà.”

Speriamo che qualcuno, al Governo, abbia il coraggio di stoppare questa vergogna che sta per essere approvata in Europa.

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