Ma non avevano detto che l’abolizione di Equitalia avrebbe reso il fisco meno persecutorio? Non era stato raccontato che il passaggio all’Agenzia delle Entrate avrebbe dato un volto umano al sistema di riscossione delle imposte? Tutte balle. Così come le promesse di importanti ammorbidimenti in conseguenza del cambio della guardia: uscirà Rossella Orlandi sostituita da Ernesto Maria Ruffini, figlio di un ex ministro democristiano imparentato con  Ernesto Ruffini potente cardinale di Palermo degli anni Sessanta di cui il prossimo direttore dell’Agenzia delle Entrate ha ereditato il nome.  Ora, come contribuenti, bisognerà tenere gli occhi ben aperti perché  i tempi si fanno veramente difficili. Da cittadini stiamo retrocedendo  rapidamente al ruolo di sudditi.  Gli uffici tributari infatti sono stati autorizzati a effettuare dei prelevamenti forzosi direttamente dal conto corrente per soddisfare i propri crediti.

La rivoluzione scatterà il primo luglio con la  fusione fra  Equitalia e Agenzia delle Entrate. Il fisco potrà pignorare il conto corrente di chi evade prelevando la somma dovuta in modo diretto. Il meccanismo varrà anche per il bollo, i contributi INPS e tanti altri tipi di tasse.

La novità ha sollevato immediatamente molte polemiche. Non si tratta, infatti, di difendere gli evasori ma le persone per bene che vedranno diminuire le loro garanzie. La riforma, infatti, fa cadere anche gli ultimi deboli ostacoli all’invadenza dello Stato. Gli uffici tributari potranno, in ogni momento, e per qualunque ragione dare una sbirciata al nostro patrimonio. Né vale l’obiezione che le persone oneste non avendo nulla da nascondere non hanno nulla da temere. Sappiamo tutti che non è così. Intanto perché c’è una sfera di privacy che nessuno deve violare (figuriamoci un impiegato pubblico che poi chissà che uso potrà fare delle informazioni che ottiene). E poi perché l’esperienza insegna che certe appelli alla trasparenza totale  sono sospette. Anche le intercettazioni telefoniche sono coperte dal segreto istruttorio. Eppure ogni giorno ne troviamo qualcuna sui giornali. Anche quelle che non c’entrano nulla con le indagini (anzi soprattutto quelle). A fare da debole foglia di fico c’è la disposizione che l’ufficio delle tasse, rima del prelievo forzoso dovrà mandare diversi solleciti.  Il contribuente avrà 60 giorni di tempo per saldare in una o più rate, a seconda delle esigenze. Poi il Grande Fratello fiscale allungherà le mani sui nostri risparmi.

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