Il partito di Angela Merkel ha vinto le elezioni regionali di domenica. A questo punto appare molto probabile il successo alle elezioni politiche di settembre. Sarà il suo quarto mandato battendo tutti i record di longevità politica: vent’anni di potere senza interruzioni. Che dire? Aveva ragione Andreotti: il potere logora chi non ce l’ha.

Appare già esaurito l’effetto Schultz. Il partito socialdemocratico subisce nella regione più «pesante» della Germania un’altrettanto pesante sconfitta. Il Nord Reno-Vestfalia (Nrw), dove si è votato domenica per il Parlamento regionale, è il cuore industriale della Germania. Inoltre con i suoi 18 milioni di abitanti è di gran lunga il Land più popoloso. L’Spd era al governo ininterrottamente da 45 anni. Ma nonostante la popolarità dell’ambiziosa presidente regionale Hannelore Kraft e smentendo i sondaggi la socialdemocrazia ha subito una bruciante sconfitta Non solo: i Verdi, partner della Spd nella coalizione uscente hanno visto dimezzati i voti

Per il partito della cancelliera è il terzo successo di fila nelle elezioni regionali. Martin Schultz, invece, non ha mai vinto nulla da quando è diventato capo dei socialdemocratici. Il suo partito inoltre appare allo sbando perché l’altra grande sconfitta delle elezioni di domenica è proprio Hannelore Kraft. Del presidente della Regione Nord Reno Westfalia si era parlato come possibile ricambio per lo spompato Schultz. L’ipotesi non esiste più e quindi la Merkel ha la strada spianata . Vuol dire che in Europa non cambierà nulla. Tutto continuerà come prima e forse, per noi italiani, anche peggio di prima visto la contemporanea vittoria di Emmanuele Macron in Francia. È chiaro che a questo punto non verranno più concessi sconti. L’ordine dell’euro per il momento trionfa né basta l’avanzata dell’Afd che con il 7,5% entra al parlamento regionale consegue il tredicesimo successo in sedici elezioni amministrativi. Una vittoria che serve a poco considerando che il partito, dopo il ribaltone al vertice si è concentrato soprattutto sui temi dell’immigrazione. Noi italiani dovremo rassegnarci. La notte dell’austerità è ancora lunga. Ma finirà. E purtroppo nella maniera più traumatica e improvvisa. Per una nuova crisi del debito pubblico oppure per la caduta delle nostre banche.

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