Più Europa, meno voti. Due giorni dopo le elezioni questa realtà emerge  con chiarezza assoluta. Le urne ci dicono che  più della metà degli elettori stanno con partiti euroscettici. M5S è al 32,6%, i sovranisti di Lega (17,4) e Fdi (4,3) insieme fanno 21,7. Se si aggiungono CasaPound (0,9), i comunisti di Potere al Popolo (1,1) e altre forze minori, si supera comodamente il 55%. Il partito della Bonino che aveva l’Europa nel simbolo è andata incontro ad una cocente sconfitta. Troppo facile perciò parlare solo di «voto di protesta». Il fronte è troppo ampio e trasversale per questa semplice classificazione. L’ intenzione dichiarata di modificare le regole di funzionamento della Ue non è solo caratteristica di M5S, Lega e Fdi. E’ piuttosto un aspetto della ampia volontà di cambiamento che questi partiti hanno saputo incarnare e alla quale devono il loro successo. Se la Lega ha superato di slancio Forza Italia non è solo perché Salvini è giovane e ha girato le piazze in lungo e in largo mentre il Cavaliere si è fermato ai salotti tv, ma soprattutto perché ha dato la netta sensazione di cercare la discontinuità. Per le medesime ragioni, i grillini hanno fatto un sol boccone del Pd al Sud. I Dem non hanno saputo dare neppure l’ idea della velleità del cambio di marcia. Stesso discorso per i post (?) comunisti Grasso e Boldrini, persi tra antifascismo, rivendicazioni femminili e giustizialismo quando le priorità dell’ elettorato sono altre. Sottovalutare la volontà di rottura con il passato e l’ euroscetticismo dei cittadini è stato un grave errore, visto che questi sono gli unici argomenti che uniscono da Nord a Sud. Per il resto l’Italia spaccata in due. La cartina del voto è impressionante: blu in Settentrione, giallo in Meridione, una sottile cintura rossa al centro. Il vaffa che i cittadini hanno recapitato alle elite eurofanatiche non arriva solo dalla pancia ma anche dal portafogli. Il Nord, oppresso dalle tasse, ha votato per l’aliquota fiscale unica del centrodestra. Il Sud, senza lavoro, ha votato per il reddito di cittadinanza dei grillini. Entrambi hanno detto no agli ordini di Bruxelles. L’anno prossimo ci saranno le europee. Che cosa accadrebbe se le urne dovessero premiare le forze ostili all’Unione? Quante ore resisterebbe l’euro?

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