Il redditometro doveva essere l’arma assoluta del fisco. Lo strumento capace di mettere in fuga gli evasori. Il simbolo della sua esistenza rimane il blitz della Guardia di Finanza nei negozi di Cortina d’Ampezzo a Capodanno 2012. Odioso e inutile. La scorsa settimana il colpo di scena: è stato annunciato il pensionamento del redditometro per evidente inefficacia. Esattamente com’era accaduto agli studi di settore. Tanto feroci quanto inutili. La stessa storia delle manette agli evasori: pagine e pagine di giornali. Ore e ore di interventi televisivi. Risultati? Zero. Nessuno è mai finito in galera per il mancato pagamento delle tasse.

Il redditometro mirava a definire il reddito ricostruendo il tenore di vita del contribuente. Un’idea con radici lontanissime. La prima volta se n’era parlato nel lontanissimo 1932. Il rilancio in grande stile era avvenuto, però, nel ’92 sotto la spinta della crisi finanziaria che poi avrebbe provocato l’uscita della lira dallo Sme. L’evasore era stato disegnato come il traditore delle finanze nazionale. La versione molto grossolana degli anni Novanta, era stata sostituita da una nuova versione più puntuale. Non veniva misurato solo il reddito ma anche le spese. Se il tenore di vita risultava troppo alto ecco che arrivava la Guardia di Finanza. Ma nemmeno questa versione ha retto alla prova del tempo. Sia perché controllare le uscite di milioni di persone è impossibile sia perché è ben difficile trovare aerei o grandi barche intestate a persone fisiche. L’anno scorso l’amministrazione finanziaria ha recuperato appena due milioni di euro. Probabilmente l’incasso non è bastato nemmeno a pagare le spese del personale incaricato degli accertamenti. Il fisco non sta un’altra versione del redditometro. Si è arreso. L’Agenzia delle Entrate punta molto sulle lettere di compliance. Cioè i tentativi del fisco di ottenere preventivamente il dovuto. Oppure i nuovi metodi di incasso dell’Iva come lo Split Payment e il reverse charge. Che sostanzialmente consentono allo stato di incassare subito l’Iva senza dovere nemmeno aspettare tre mesi come adesso. Insomma, il fisco Dracula non scompare con il redditometro. Non si fa l’unica cosa che serve: tagliare le tasse. Se ne parla e basta.

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