Com’è finita ai seggi? Per le regionali – mentre scriviamo – è ancora presto per dare dei giudizi, gli exit poll sono ancora troppo “freschi”, solo domani si potranno fare delle valutazioni. Per il referendum, invece, a giudicare dalle proiezioni, sembra abbastanza chiara la vittoria del sì – che dovrebbe attestarsi attorno al 60% – contro un no, che dovrebbe fermarsi al 40%. Usiamo sempre il condizionale. Cosa significa questo per il Paese?

Sicuramente è un segnale. La scorsa settimana abbiamo ripubblicato un intervento del fondatore di questo blog, Ernesto Preatoni, uscito sulle pagine di Libero, in cui lamentava il virus peggiore di questo Paese. La burocrazia. L’apparato che blocca tutto, anche nelle istituzioni bancarie, meccanismi farraginosi che stanno mettendo i ceppi alla libera iniziativa, pesano sui cittadini e sugli imprenditori. Così, mentre se sulle regioni pare che la lotta tra centrosinistra e centrodestra resti abbastanza equilibrata, sulla voglia di ridurre i costi della politica e di dare un segnale al ceto dirigente i cittadini hanno pochi dubbi. Siete troppi, ci costate, è ora di ridimensionarsi tutti, voi compresi.

Vedremo ora se a Roma saranno capaci di accogliere il segnale nel modo giusto. Finita la querelle elettorale, infatti, il Paese avrebbe bisogno di rilancio. E, incrociando le dita, per ora, in Italia, viviamo in una bolla che ci vede dover fronteggiare più di mille casi giornalieri di Covid, senza però la necessità di attuare lockdown più o meno estesi.

Non sembra, ma è un piccolo miracolo, in un panorama che vede Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna dover fare i conti, in certi casi, con 10 volte i contagi giornalieri con cui abbiamo a che fare in Italia. In una simile situazione a Roma dovrebbero fare tutto quello che è possibile per far arrivare risorse al tessuto produttivo, per tentare di far ripartire – per quanto possibile – l’economia del Paese in un momento che ci vede avvantaggiati.

Sprecare questo momento – oppure vanificare tutto, scegliendo di allargare troppo i cordoni delle misure anti Covid per poi trovarsi messi come i francesi – sarebbe uno spreco. Per riuscire a sfruttare questo momento bisogna però che a Roma si lascino presto alle spalle le elezioni e si concentrino sull’economia. La caduta del Pil rischia, infatti, in Italia di essere ben peggiore della pandemia che ci siamo trovati a dover affrontare nei mesi passati.

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