Sia chiaro: le vittime degli incendi ad Atene sono frutto della stupidità (e anche della malvagità) umana e non dell’insipienza dell’Unione Europea. Il fuoco che ha assediato la capitale greca per le autorità è quasi sicuramente di origine dolosa: non è chiaro cosa sperassero di ottenere i colpevoli di un’azione così ignobile, di certo oggi hanno diverse decine di morti sulla coscienza, alcuni sono bambini.

Perché allora una notizia di cronaca nera ha trovato spazio in questo blog? Perché, come racconta uno dei più importanti giornalisti di economia del Corriere della Sera, Federico Fubini, l’austerity imposta dalla Troika ad Atene rischia di aver contribuito a rallentare e ridurre la qualità dei soccorsi. Come spiega Fubini in un articolo pubblicato il 24 luglio “affrettarsi a dare giudizi e sentenze di colpevolezza non ha senso. Però, quando il fumo si sarà dissipato, i fatti conosciuti probabilmente susciteranno alcune domande. L’ultimo taglio al ministero della Protezione civile, dal quale dipendono i vigili del fuoco in Grecia, è arrivato con il quattordicesimo pacchetto di austerità a primavera dell’anno scorso. L’area della sorveglianza antincendio ha perso allora 34 milioni di euro, distribuiti fra il personale e i mezzi.”

Le ultime sforbiciate al bilancio di Atene potrebbero insomma spiegare ciò che riferiscono alcuni testimoni dall’area più colpita dalle fiamme, cioè il fatto che a lungo non si sia visto nessun intervento, né elicotteri né mezzi antincendio. I vigili del fuoco a febbraio del 2017 avevano manifestato ad Atene perché la fine dei contratti a termine stava riducendo il loro numero da 12 mila a 8 mila. Gli incendi scoppiati il 23 non rappresentano la prima volta in cui i pompieri hanno dovuto operare senza mezzi né preparazione. Era già successo nel luglio 2015 e nel giugno 2017.

“Proprio in quel momento tre ricercatori greci – conclude il Fubini – guidati da Fotis Chatzitheodoridis, stavano pubblicando uno studio sui pompieri del loro Paese in una rivista internazionale di nutrizione. Risultati: il 79% fra gli addetti delle squadre antincendio risultava sovrappeso o obeso, due su tre confessavano di essere passati negli ultimi anni ad alimenti meno sani a causa dei tagli ai salari.”

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